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L’uomo ha avuto il suo primo
contatto con le api in veste di cacciatore. In Spagna e in Sud Africa
esistono ancora oggi dei graffiti raffiguranti scene di raccolta di favi
d’api, alloggiati in tronchi d’albero o in anfratti di roccia. Solo più
tardi egli ha imparato a catturare sciami ed alloggiarli in rudimentali
bugni di paglia, argilla disseccata o altri materiali come tronchi d’albero
cavi, vasi di terracotta, di pietra, ecc.
Oggi, i “popoli civilizzati”
- le api - le coltivano, allevandole in cassette razionali, sfruttando le
varie fioriture, seguendole là dove sono in atto; e separando i vari
prodotti dall’alveare: miele, polline, pappa reale, propoli, cera e veleno.
  Comunque,
questi prodotti erano conosciuti e assorbiti nella loro interezza da quando
l’uomo cominciò a cacciare le api, traendone il maggior beneficio. Essi
sono di alto valore biologico, proteico; danno una maggiore resistenza
fisica e un miglioramento psichico.
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