Centro Naturalista Italiano

 

 

 

PANAKEIA

 

 

 

Abete Bianco

 

 

Abies pectinata

 

fam. Pinaceae

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABETE:

 

s.m. - popolarmente o letteralmente detto abéto - secolo XIII dal latino volgare abie­s, abietes e ietis. Nome di alcune piante di conifere appartenenti ai generi Abies, Picea e Pseudotsuga. Grande albero delle conifere, a foglie aghi­formi e appiattite, inserite su cicatrici depresse, e per le pigne portate erette, disfacenti a maturità; il genere Picea, per le foglie a sezione poligonale, portate su cuscinetti rilevanti, e per le pigne pendule, integre a maturità; il genere Pseudotsuga, per brattee trifide, fuoriuscenti fra le squame delle pigne.

 

La specie più importante è l’abete bianco (Abies alba - Abies pectinata) dall’aspetto maestoso, che raggiunge anche i 50 metri di altezza e due metri di diametro. Presente prevalentemente in Italia sulle Alpi ed in alcuni settori appenninici nel piano montano fresco, forma boschi puri o misti a faggi e ad abeti rossi.

L’abe­te è comune sui monti dell’Europa fra i 500 e i 2.00 metri. La sua resina è nota col nome di trementina di Strasburgo o di Alsazia. Altre specie dello stesso genere sono: l’abete del Caucaso (Abies nordmanniana), indigeno del Caucaso e dell’Armenia, che può raggiungere i 60 metri di altezza; l’abete balsamico (Abies balsamea), caratteristico della foresta boreale canadese e da cui si estrae il balsamo del Canada, usato come separatore ottico in microscopia; l’abete greco (Abies cepbalonica), limitato alla zona mediterranea, che si distingue dall’abete bianco per le foglie ad apice acuto, pungenti, disposte a scovolo o a spazzola; usato per rimboschimento di terreni calcarei.

 

Assai diffuso sulle Alpi, specialmente centrali e orientali sin nel piano subalpino, è l’abete rosso o picea o peccio (Picea excelsa; Picea abies), la più diffusa e pregiata conifera europea, alta anche 50 metri; si trova mista con l’abete bianco, al larice e anche al faggio e al pino cembro; dalla sua corteccia si ricava tannino e della resina (trementina di Borgogna) si ottiene la pece di Borgogna o dei Vosgi o pece bianca, medicinale. L’abete odoroso o di Douglas o Douglasia (Pseudotsuga taxifoglia; Pseudotsuga douglasii) è un grande albero che alligna sul versamento pacifico degli Stati Uniti, può raggiungere i quattro metri di diametro e cento metri di altezza, ed essendo una specie a rapida crescita, viene usata per il rimboschimento.

 

Il legno ricavato dall’abete bianco è tenero, di colore chiaro, con venature rossastre; ha struttura eterogenea e presenta numerose nodosità che ne rendono difficile la lavorazione. Viene usato

 

per ossature di tetti e per lavori grossolani; per la sua risonanza lo si adopera in liuteria. Data la sua buona resistenza all’acqua, lo si utilizza per i pali da fondazione; se ne ricava anche pasta di legno per l’industria della carta. L’abete rosso è più pregiato del bianco in quanto è più leggero e più bianco e si presta ad essere lucidato; le sue fibre sono diritte e il legno ha una notevole elasticità. Viene utilizzato per fabbricare mobili, parti di aeroplani, strumenti musicali di pregio;  le parti di scarto per ottenere fiammiferi e pasta di legno per l’industria della carta. L’abete odoroso fornisce il legno douglas, adoperato per infissi pregiati, imbarcazioni, ecc.

ABETELLA: s.f. (secolo XVII; da abete). Viene utilizzato nell’industria del legno come legname d’opera rozzamente squadrato ricavato da fusti d’abete.

 

ABETINA: s.f. (secolo XVI; da abete). Bosco d’abeti, abetaia.

 

ABETINO: aggettivo (secolo XIV; da abete). Di abete: legno abetino.

 

L’abete bianco ha la corteccia color grigio chiaro ed è molto profumata di resina (trementina di Strasburgo). Tutte le varietà di abete forniscono una resina, che distillata, produce la preziosa essenza di trementina, antiflogistica, balsamica ed antireumatica. Anche le foglie soprattutto le gemme dell’abete contengono un olio etereo ed un glucoside, detto piceina, che sono sostanze sfiammanti, balsamiche dei bronchi e dello stomaco (bruciori) e fortemente antireumatiche.

 

In sintesi l’abete bianco presenta:

 

PORTAMENTO - è un grande albero sempreverde a portamento piramidale, che può raggiungere i 40 - 50 metri di altezza; i rami sono disposti con molta regolarità sui piani successivi.

 

FOGLIE - sono disposte su due file parallele in ciascun lato dei rametti.

 

FIORI - le infiorescenze sono formate dai coni che sono di due tipi: quelli maschili, piccoli e raggruppati all’estremità dei rami, quelli femminili, più grandi e rivolti verso l’alto.

 

FRUTTI - sono rappresentati da coni femminili che a maturità si sfaldano lasciando cadere le brattee ed i semi in essi contenuti.

 

DOVE SI TROVA - nei boschi della regione montana da 800 a 1800 metri (qualche esem­plare anche a 500 metri); è abbastanza diffuso nell’arco alpino, si rinviene qua e là nell’Ap­pennino sino in Calabria.

 

LA DROGA - le gemme ed i rametti giovani con le foglie.

 

QUANDO SI RACCOGLIE - le gemme si raccolgono in Febbraio-Marzo prima della loro schiusura staccandole con le mani; i rametti possono essere raccolti durante tutto l’anno recidendo la parte giovane.

 

COME SI CONSERVA - le gemme se non vengono usate fresche possono essere essiccate all’omb­ra, in luogo areato mentre i rametti non vengono conservati perché sono sempre disponibili.

 

PROPRIETÀ - USO ORALE

 

- Potente antisettico delle vie respiratorie, balsamico;

- Antisettico delle vie urinarie ed epatiche;

- Dinamizzante: stimolante cortico-surrenale.

 

PROPRIETÀ - USO ESTERNO

 

- Rubefacente (affezioni reumatiche);

- Antisettico balsamico.

 

INDICAZIONI - USO ORALE

 

- Tutte le affezioni delle vie respiratorie: raffreddori, bronchiti, tracheiti, polmoniti, asma,

   tubercolosi...;

- Influenza;

- Affezioni urinarie: pieliti, cistiti, prostatiti inferiori;

- Colecistiti;

- Infezioni in genere;

- Litiasi biliare;

- Impotenza;

- Rachitismo;

- Gastralgie, dolori intestinali.

 

INDICAZIONI - USO ESTERNO

 

- Affezioni polmonari;

- Influenza, sinusiti;

- Reumatismi, gotta (bagni);

- Iperidrosi plantare.

 

NOTIZIE E SUGGERIMENTI - dell’abete bianco si utilizzano le gemme, le foglie, le pigne e la resina estratta dalla corteccia.

 

Le gemme raccolte in primavera sono balsamiche e diuretiche, mentre le foglie raccolte in pieno sviluppo sono antisettiche e antireumatiche.

 

Il decotto di gemme unito all’acqua del bagno è utile per i bambini rachitici e riattiva la circolazione dei reumatici, quello delle foglie è utile per l’artrite e le malattie della pelle. Dalle pigne si può estrarre un olio lenitivo per le ferite.

 

Dall’incisione della corteccia dell’Abete Bianco si ottiene una resina da cui si ricava la “Trementina di Strasburgo” utile sotto forma di impacco, per le lombaggini. Diluita invece in parti uguali con olio di mandorle dolci cura geloni, ragadi e ulcere di lenta guarigione.

 

Per favorire l’eliminazione del catarro nella bronchite, far bollire, per 3 minuti, 3 cucchiai di gemme in un litro d’acqua, lasciar riposare per 10 minuti, filtrare e berne due o tre tazze al dì con miele di eucalipto.

 

Per la nostra esperienza la malattie reumatiche, che tanto ci affliggono in questa stagione, traggono beneficio dalla seguente tisana somministrata in dosi di 3 tazze al dì prima dei pasti:

 

20 g Abete (aghi) - 15 g Artiglio del diavolo (radichette secondarie) - 10 g Betulla (foglie)

10 g Frassino (foglie) - 20 g Ginepro (bacche) - 15 g Salice Bianco (corteccia)

10 g Spirea Olmaria (Pianta intera)

 

L’abete Bianco, unica specie del genere abies spontanea in Italia, è ormai in via di estinzione a causa dell’eccessivo sfruttamento.

 

 

 

 

 

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