Centro Naturalista Italiano

 

 

 

 

 

PANAKEIA

 

 

 

 

 

Abelia

 

 

 

 

 

Caprifoliaceae

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il nome deriva da quello del suo scopritore, il medico e diplomato inglese Clarke Abel.

 

Questi, soggiornando in Cina nel 1816-17, al seguito della missione commerciale di Lord Amherst, si dedicò, tra l'altro, allo studio della flora di quel paese.

 

Una delle ultime piante scoperte da Abel fu appunto l'Abelia e precisamente l'Abelia chinensis.

 

Si tratta di arbusti da fiore, sempreverdi e decidui (parti della pianta destinati a cadere), di moderata altezza, con fiori delicati e portamento grazioso.

 

 

 

 

Specie coltivate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ABELIA CHINENSIS (m 1,25), decidua, fiori profumati bianchi sfumati in rosa in estate ed autunno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ABELIA FLORIBUNDA (cm 95 - m 1,50), sempreverde, fiori rosa - rosso in estate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ABELIA GRANDIFLORA (m 1,20 - 1,80), semi - decidua, fiori bianchi e rosa in estate ed autunno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABELIA SCHUMANNII (m 1,50), decidua, piccoli fiori bianchi o rosati nella tarda primavera e in estate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABELIA TRIFLORA (m 3,70 - 4,60), decidua, fiori bianchi sfumati in rosa al principio dell'estate.

 

 

 

 

Coltivazione

 

 

 

 

 

Qualunque terreno permeabile andrà bene per le Abelie; posizione assolata, tranne nei luoghi più caldi dove, nei mesi estivi, richiede una mezza ombra. La piantagione si esegue in autunno e fine inverno; la potatura deve essere effettuata dopo la fioritura, tagliando alcuni dei rami più vecchi ed accorciando i più disordinati; tuttavia una vera potatura è raramente necessaria. La moltiplicazione è fatta per talea nel mese di luglio, usando cassoni a vetri o letti di propagazione con fonte di calore dal fondo; in primavera i rami più lunghi possono essere usati per fare delle propaggini (ramo della pianta che, piegato e sotterrato, mette radici e, in seguito, staccato dalla pianta originaria, forma una nuova pianta).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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