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Centro Naturalista Italiano
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PANAKEIA
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Eterno presente |
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FUMANDO E PENSANDO |
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Attraverso, il borgo svolto a sinistra abbandono l’ultima casa e come per incanto mi immergo nella campagna. Ora la natura e l’ombra mi guidano a delle sensazioni sempre particolari; la notte è calda siamo alla metà di agosto la nuvola di fumo aromatico che esce dalla pipa mi avvolge per seguirmi poi brevemente. Scivolo silenziosamente tra la distesa di granoturco.
remunerativa monocoltura si è appropriata di tutto lo spazio disponibile; un tempo ogni campo era delimitato da filari di gelso e viti tra gelso e gelso un canale per l’irrigazione si dipanava tra essi.
che non tenevano in conto il fumo che si levava, l’arrabbiato proprietario puntualmente avvertiva mio padre per i ceffoni del caso. Dopo tanti anni non li ho dimenticati, come non ho dimenticato il rustico sapore della pannocchia da latte abbrustolita e divisa a bocconi con i miei compagni. Il campo rimane tristemente abbandonato anche dai lavoranti di un tempo che si recavano con cesti e sacchi a “descapare”. Si udivano robuste voci; più-in-la un fitto chiacchiericcio e spesso allegre canzoni popolari sull’aia delle case; ora un’efficiente mietitrice meccanica svolge l’operazione freddamente.
nell’oscurità. Qui, come è mia consuetudine mi siedo su un manufatto in cemento compatto con lo stoppino, il tabacco della pipa, e mi dispongo all’osservazione del cielo. La posizione lontana da luci artificiali è ideale; la luna sta-sera sfoggia un colore estivo come una-grossa albicocca matura e succulenta in un’aureola di un giallo asprino, chissà che questi colori non abbiano ispirato i trovatori oppure guidato le cavalcate notturne di don Chiscotte alla ricerca della sua Dulcinea o magari i primi astronomi-astrologi della storia Assiri Babilonesi! Egizi o Cinesi che fossero mi sembra di vederli con-i-loro curiosi copricapo avvolti in ampi mantelli per ripararsi dall’addiaccio di quelle lontane notti della storia umana a vergare d’inchiostro rotoli di papiro. Mi piacerebbe pensare che qualcuno di loro abbia tratto da quelle osservazioni il convincimento della rotondità della terra ma che poi considerando pericolosa l’idea per il pensiero del tempo quando si pensava che la stessa fosse piatta l’abbiano sottaciuta e perché no anche l’intuizione della fissità del sole con i pianeti che gli giravano attorno.
L’universo, solo in apparenza silente, soggiace alle stesse leggi fisiche terrestri. Si nasconde e si muove. Come nella savana esistono predatori e prede, stelle che nascono stelle che muoiono, stelle e pianeti che vengono fagocitati da buchi neri, luce compresa. La legge della vita e della morte è legge universale. Di una cosa sono convinto; che creature che non riusciremo mai a contattare si pongono i miei stessi interrogativi!! Dialogare con questi mondi può sembrare impossibile. Non è vero. Se ti apparti in un punto favorevole come quello in cui ora io mi trovo, ti accorgerai che gli spazi siderali non sono sufficienti a separare le sensazioni che viaggiano negli spazi infiniti. Il pensiero è l’astronave che li porta ovunque e la fantasia ti dischiude mondi inaspettati. Sognali e prenderai qualcosa da essi, i pensieri sono cavalli liberi che solcano ogni cielo. Per l’infinito. |
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