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Risveglio

 

 

 

 

CORPO, MENTE E RESPIRO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L’inizio e la fine della nostra vita, l’alfa e l’omega, avvengono con un respiro.

 

La prima cosa che facciamo quando nasciamo è una profonda inspirazione e lasciamo il corpo con una espirazione. Tutto quello che accade tra questi due momenti è l’intera nostra esistenza.

 

Ogni attimo di questa è accompagnato da un respiro. Esso si fa frettoloso e veloce se lo stato

d’animo è emozionato, lento e profondo se siamo tranquilli.

 

 

 

 

 

 


Il ritmo del respiro e la sua ampiezza mutano a seconda dello stato d’animo della nostra mente.

 

Sembra quasi che ciò avvenga in modo univoco, in un’unica direzione mente-respiro, in pratica come accade per il battito cardiaco, che si adegua automaticamente alle esigenze emotive, ma non è così.

 

A differenza degli altri visceri, che hanno il compito di mantenere le funzioni vitali con una autonomia di adattamento, il respiro può essere influenzato volontariamente e venire, per così dire, controllato. Esiste in pratica anche il canale respiro-mente.

 

Ecco una interessante chiave di lettura e di possibilità di interazione tra eventi consapevoli ed inconsapevoli.

 

Se i movimenti della mente e delle emozioni sono in grado di influenzare il respiro, al contrario, agendo volontariamente su di esso, possiamo influenzare il nostro stato mentale ed emotivo.

 

La qualità di una buona respirazione consapevole, si traduce in una buona qualità della vita.

 

È una “medicina” invisibile e gratuita, a differenza del cibo e dell’acqua.

 

Ma mentre senza mangiare e senza bere si può stare anche per molto tempo, non resistiamo senza respirare che alcuni attimi. Siamo molto accurati nelle scelte del cibo e delle bevande e il più delle volte non pensiamo nemmeno che la vita è nutrita e mantenuta prevalentemente dal nostro respirare.

 

Prima di una prestazione fisica impegnativa, per esempio un’immersione in apnea, respiriamo ampiamente  per dare la forza al nostro fisico di superare la prova. Proviamo allora a dare energia e sicurezza anche alla nostra mente nello stesso modo, agendo volontariamente sul respiro.

 

Quando l’emozione impone un ritmo rapido,  breve e concitato, rispondiamo con un ritmo lungo, profondo e lento,  per consentire alla mente di operare in uno stato di calma e quindi di maggiore chiarezza. Si dice anche …respirare il problema! Cosa accada di preciso sul piano fisiologico non lo so, ma ho perfetta conoscenza che funziona. Forse i legami mente-respiro non sono così semplici  ed esiste qualcosa di più “sottile”.

 

Gli Yogi sostengono che dietro il processo visibile della vita (il respiro) si cela una attività non visibile (il prana) che è la vera essenza della vitalità e ne regola tutte le sue manifestazioni materiali.

 

La via del prana consente l’accesso ai luoghi profondi del nostro essere spirituale e materiale, intimamente legati dalla semplice esperienza del respiro.

 

Conoscere il respiro e saperlo regolare può servire nei momenti di difficoltà.

 

E’ un detto comune, ma pieno di saggezza… Prima di fare qualcosa, fai un bel respiro! Adesso si può anche meglio interpretare così… Prima di pensare, respira!

 

 

 

 

 

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