Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Diverso modo di pensare

 

 

 

LA VITA

 

 

 

 

 

La vita è un gioco difficile? Si, lo è! Da quando sono nato, nessuno mi ha mai insegnato a giocarlo.  C’è chi dice che è un dono di Dio! Sono un po’ scettico a crederci. Dio, non lo conosco, non so chi sia e nem­meno dove vive.  E se fosse vero, non saprei perché mi ha creato.

 

Le religioni sostengono che Dio è amore! Può anche essere. Ma se non lo conosco, come posso affermarlo? Per un solo attimo, ammettiamo che Dio esista. Se ha il coraggio, potrebbe dire quan­te volte gli ho chie­sto di farsi vedere, di farsi conoscere. E invece nien­te, non l’ho mai visto né conosciuto. Come posso ama­re o rispettare chi non ­conosco? C’è chi insiste nel dire, che lo si può conoscere e trovare ­in qual­siasi parte della natura, nel profumo, nel colore, nella bellezza del creato...

 

 

 

 

 

 


Non è giusto pensare, che non sappia o non voglia vedere ciò che mi circonda. Ma se è vero che lui esiste, vorrei sapere perché si maschera fra tutte queste cose e chiedergli perché non ha il coraggio di mostrare la sua vera faccia. Non credo sia timido come me e vor­rei scam­biare con lui alcune impressioni, confrontare il mio modo di pen­sare, di vedere così come faccio con un amico.  Più volte mi chie­do perché non si possa fare. Sono più che convinto che anche lui conosce la mia lingua...

 

Potrei chiedergli scusa della mia indifferenza, ma se è vero che esiste, mi è difficile comprenderlo. È da tempo che espri­mo il desiderio di parlargli, ascol­tare le sue parole. Se questo non è possibile? Vor­rei sapere perché mi ha fatto nascere e speriamo non si stia pren­dendo ­gioco di me! Gradirei chie­dergli come mai, prima mi consente di vivere una gran­de gioia, poi con estrema indifferenza, mi butta  giù dal bur­rone la­sciandomi da solo a soffrire. Mi è difficile capire. Se è onesto quel­lo che sta’ facendo nei miei con­fronti… andrebbe a coz­zare con­tro tutto quel­lo che tanto ­­decantano su Lui che ama e rispetta la gente.

 

Attualmente di lui non conosco niente, se non la parola “Dio” ma solo in lettere. Volendo la saprei anche scrivere, pronunciare, ma senza conoscerne il vero significato­­. Però, perché da piccolo quando  mi facevo la pipì e la cacca addosso, mia madre, per farmi paura mi diceva che se prima di andare a letto non dicevo le preghiere, Lui mi avreb­be punito e mandato all’infer­no tra le fiamme a bruciare? Vor­rei chie­dergli un’alt­ra cosa­­: “È vero che dove abiti, ci sono le prigioni per i cattivi e le cose belle ­per i buoni”?

 

 

 

 

 

 

 

 

Da piccolo ho sempre pregato, non tanto perché ti conoscessi, quanto perché avevo paura di mia madre. Ormai sapevo le preghiere a memoria, senza capire cosa significassero. Alla sera pregavo a voce alta, per farmi sentire e renderla contenta, così poi mi portava a letto dandomi un bacetto mentre rimboccava le lenzuola.

 

Proprio nell’età più fragile, mia madre mi fissò un chiodo in testa raccomandandosi che dovevo essere buono e solo così, un gior­no... tu mi avresti portato ­in paradiso...

Le ho creduto, cercando sempre di essere mite come lei ordinava, anche se gli altri ne approfittavano. Se domandavo cosa dovevo fare quan­do mi pic­chiavano, diceva sempre di stare buono, perché Tu ci avevi insegnato a perdonare.

 

Ma che cosa intendeva nel dirmi di perdonare? Non certo quello di difenderti dagli altri.   Di mia madre, vor­rei chie­derti: “perché consenti a diverse persone di fare i loro comodi alle spalle degli altri? Le religioni cercano di con­vincermi ­che Tu hai rispetto ed amore per tutta la gen­te. Con curiosità  ti chie­do: che cos’è la vita?”. Non dirmi, che per te la vita è un gioco e ti diverti ­a giocare su di noi. Non lo trovo per niente onesto. Magari lo fai per sentirti gran­de, potente secondo come tira il ven­to: tanto per te, ridere o pian­gere è la stessa cosa. Niente cambia nelle tue tasche, ma nelle mie no! Ormai le ho piene!!!

 

 

 

 

 

 

 


Scusami se rido, nel sentire chi ti chiama: “Padre eterno”. Certo che mi sarà molto difficile condividere il tuo pensiero. In verità­, non lo con­divido per niente! Sei troppo vanitoso! Vorresti che tutta la gente si inchinasse di fronte al tuo nome. Non ti sembra di essere un po’ esagerato? Non dirmi che assumi questo comportamento al fine di non lasciarti pren­dere dalla tristezza e dalla solitudine in cui vivi. Almeno così dicono: “Dio è unico e solo”. Ossia “esiste un solo Dio, all’infuori di Te”. Da quello che comprendo, vorrebbe dire che vivi da solo, sei un uomo potente e pieno di forza.

 

Confidenzialmente: non è che fai anche “culturi­smo”? Forse fai Tu trop­pe cose. Cerca di moderarti e di stare un po’ più vicino alla gente, al mondo che hai creato, aggiustando le cose che non vanno, come le guerre, le ingiustizie, le malattie... Almeno fa sì che quei pochi giorni che sia­mo in questa terra, possiamo viverli in uno stato di massima tranquillità e con un po’ di più amore.

 

Scusami, è vero che la vita l’hai creata proprio Tu? Ma ci hai creato con uno stampo uguale per tutti, oppure c’è qualche differenza? Se mi permetti, vorrei darti un consiglio: non fare queste differenze, la gente è stanca.

 

Un’altra cosa: perché diversi tuoi seguaci parlano tanto dell’amor­e, e alla fine lo calpestano? Sono con­vinto, che quan­do in una persona c’è amore, lo senta scorrere dentro al sangue con gioia. Dalla sua mente scom­paiono i pen­sieri negativi, e dalle labbra nasce ­il sorriso, men­tre quan­do l’amo­re manca, tutto va storto ed il mondo diventa grigio­. Perché vuoi che suc­ceda que­sto?    Solitamente, quan­do si costruisce qualcosa, ci s’impeg­na a farlo bene. Perché non hai fatto anche tu la stessa cosa?

 

 

 

 

 

 

 

 


Magari dici che non è vero e che tutto funziona. Allora spiegami perché un gior­no ho incontrato una ragazza, abbiamo parlato, cenato assieme, ci siamo conosciuti, ci siamo toccati, baciati ed amati… puoi dirmi perché dopo que­sti momenti belli, lei se ne è andata? Non credo che il tutto possa essere giustificato, dicendo che la vita è un insie­me di momenti, e quel­lo è stato uno di questi. Non puoi dirmi questo, perché le voglio ancora bene. Anche se sei un Dio, non hai il diritto di dividere, ciò che per me è più importante della vita che sostieni di aver­mi donato! Senza di lei, non so che farmene.

 

E non credo che sia successo solo perché ero inesperto nel donarle l’amo­re. Se tutto questo, fosse opera Tua, Tu sai davvero che cos’è l’amor­e? Non lo credo! Se fosse vero, come potrei essere pron­to a glorificarti e rispettare i tuoi comandamenti? Dimmi allora, perché hai edu­cato i tuoi scagnozzi a gettarmi contro la paura, affermando che mi avre­sti punito se non ti rispettavo se poi proprio tu, fai quello che vuoi sopra le mie spalle.

 

Come puoi dettare ordini e regole di vita, su qual­cosa che tu hai costruito? Non è che hai bisogno di darci dei comanda­menti, solo perché hai commesso degli errori e visto e considerato che le cose non vanno a gonfie vele, cerchi di salvarti in corner, ­dando la colpa a noi? Se questo fosse vero, neanche tu sei perfetto e come puoi pretendere che lo sia io?    Troppo facile, direi...

 

Per caso, hai permesso lo sviluppo di un’infinità di religioni, solo al fine di confondere la gente­­?

 

Che tu esista o no, perché mi privi di vivere l’amore che conosco? Lo sai che per me è necessario, anche se lo trovo difficile da gestire, non tanto perché sono un coglione, ma perché tu non mi hai insegnato ad amare. Quello che mi hanno inculcato da piccolo è solo paura, solitudine, esse­re buono, ubbidiente, stare agli ordini degli altri.

 

 

 

 

 

 

 


Lo sai anche tu, che l’amore si può vivere solo nella libertà. Tu conosci bene la storia della mia vita.   Non capisco perché Vuoi met­termi alla prova. Cerca di capirmi, questi discorsi fanno ridere, sembrano una presa in giro, gestita alla perfezione­. Più di qualche volta, mi passa per la testa: “e se veramente Tu ci fossi? Vorrebbe dire che ti stai diverto divertendo di me, ti fa comodo giocare sulle mie spal­le, godendo nel farmi soffrire. Anche se lo penso, non potrei permettermi di dire che sei sadico o privo di­ co­scienza­. Comunque, non ce l’ho proprio ­con te - perché non ti conosco - e non so se

veramente esisti.

 

Ricorda quello che ti dico: per me l’amore è importante.

 

Sono convinto che non sto vivendo un’illusione, ma ciò che posso toccare, sentire. Quando Lei mi era vicino l’ho toccata, baciata, e qualche volta ci facevo l’amor­e. Non dirmi che questa è illusion­e.   Non ci posso credere, neanche se me lo dici in varie lingue. Lei era con me in quel mo­mento, e anche lei si divertiva. Si par­lava, si rideva e qualche volta pian­geva...

 

Non dirmi che lo faceva solo per illudermi di vivere con lei l’amor­e, perché sarebbe come te, solo parole prive di senso e realtà. Ma allora, perché sto ancora qui a soffrire?

 

Con te Dio, non è la stes­sa cosa, mi sono impegnato, ma ancora non ti ho trovato. Diverse volte ho cercato di dirti che Lei mi manca... e nonostante ciò, non ho mai sentito la tua voce. Dove sei? Vor­rei conoscerti! Non ho nessuna paura di vedere il tuo volto, come non ne ho di te.

 

Vieni, ti aspetto. Dammi la forza di vivere, di amare e... di essere amato!

 

 

 

 

 

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