Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Confidenze

 

 

 

VOGLIO UNA VITA A COLORI

 

 

 

 

 

Quante volte ci vien voglia di piantare tutto ed andarcene via! Magari quando la vita, per nessuna ragione, ti è amica e niente va bene. Tutto va alla rovescia: sia l’amore, che il lavoro.

 

Scappare sì! Ma dove? Tan­to, tutto il mondo è paese. Voglio costruirmi una vita nuova, tutta a colori, sono stanco del “bianco e nero” che ogni giorno, volente o nolente, devo sem­pre affrontare.

 

 

 

 

 


Diverse volte, sotto la doccia, il pensiero mi porta il disgusto di ciò che sto vivendo. Sento l’acqua scorrere sulla pelle e vorrei che con essa scivolassero le preoccupazioni, lo stress e tutto ciò che non mi consente di vivere felicità e amore. Ed invece il solito tran tran: lavoro e casa, casa e lavoro, anche se io vorrei salire sulla scaletta di un jet con destinazione da definirsi!

 

Nelle giornate “NO” di ognu­no di noi, sicuramente hanno trovato spazio il sogno o il desiderio di cambiare vita, magari fuggendo all’altro capo del mondo, dove i ritmi di ogni quotidiano giorno sono diversi e privi anche dei più pallidi ricordi della vita che ora viviamo.

 

Ma questo progetto di fuga rimane utopistico e ci ritroviamo soffocati dallo stress insopportabile di ogni giorno. Quan­te volte si vorrebbe rompere tutto, purché la sofferenza finisca in quel momento!

 

 

 

 

 

 

 


Eppure c’è chi l’ha realizzato sul serio ed ha avuto il coraggio di tirarsi su le maniche, mandando a quel paese tutto e sparire dalla confusione in cui si vive. È il caso di un mio caro amico che con la sua famiglia, ogni anno pren­de l’aereo e va a vivere per quat­tro - cinque mesi, in paesi tropicali alla scoperta di un diverso modo di esistere.

 

Gli uomini più sensibili, da sempre restano attenti ai bisogni che provengono dal profondo

e avvertono maggiormente la voglia di cambiare, anche se poi non abbandonano con facilità i ricordi della loro giovinezza, restando prigionieri di affetti aggrappati a radici difficili da tagliare, finendo così per non dare una svolta decisiva alla loro esistenza.

 

Occorre una vera audacia per cambiare e tanta forza, che in più di qualche caso, può nascere anche dall’od­io per questa vita in bianco e nero. Per chi vive in città,  la voglia di scappare cresce sempre di più: se ne parla quando ci si incontra casualmente in piazza, fra gli amici. Ogni volta le solite lamentele con il consueto finale: “vorrei scappare via, andare lontano, nessuno mi capisce, la vita è solo schifo”.

 

Non ci si accontenta più delle ferie estive o invernali per staccarsi dalla solita routine anche perché, più che una generica voglia di distacco, c’è il bisogno profondo di trovare nuove motivazioni per dar un senso alla giornata.

 

Non occorre essere “ero­i” per voler cambiare e sono sempre più numerose le storie di chi una mattina ha detto “basta” alla solita vita, lasciandosi alle spalle la noia che ogni giorno doveva passivamente accettare. C’è chi ha lasciato l’elegan­za cittadina e si è trasferito in campagna a coltivare zucchine... E c’è anche chi ha lasciato un posto prestigioso, magari guadagnato con le unghie e i denti ed ora, con un banchetto sul piazzale del mercatino vende camicette usate. Sem­pre più spesso in una serata di chiacchiere tra amici, capita di sentir dire che qualcuno se n’è andato, e noi restiamo lì ad ascoltare con stupore e invidia, chiedendoci: “perché non me ne vado via anch’io!”?

 

 

 

 

 


Come sempre, la fuga nasconde sofferenza. Repressioni latenti nell’inconscio, dai tempi lontani della nostra infanzia, quando si voleva scappar via da casa, magari andando a dormire sotto i ponti. C’è ancora chi scopre la voglia di cambiare e trova il coraggio per cercare una nuova occupazione. C’è chi lo fa con amore e chi soltanto per provare una nuova emozione: quella della novità, del diverso. Sono tante le motivazioni per lasciare il passato e costruire un presente diverso!

 

Ci sono svariati modi per cambiare. Il più radicale sarebbe quello di salire su un aereo con destinazione “tropici” e passare il resto della propria vita a vivere magari di rendita, là dove lo si può ancora. A questa tentazione qualcuno non ha saputo resistere. Ha venduto la sua casa, abbandonando preoccupazioni e frenesia di carriera ed è andato a coltivare fiori in un parco tropicale.

 

Volendo si può anche cercare di dare un taglio netto alla routine di ogni giorno, noiosa, e priva di colori, decidendo di punto in bianco di lasciare un lavoro che non gratifica più di tanto. Questa scelta, apparentemente semplice, in realtà può essere la più difficile. Dobbiamo spiegarne il “perché”, mettendo così “l’ocean­o” tra noi e chi non riesce a comprendere per quale motivo abbiamo dato un calcio “al normale”. Detto tra noi: ogni scelta ha bisogno di forza interiore e di motivazioni “granitiche”!

 

E non di meno, c’è chi ha ascoltato “il richiamo della foresta”. È la storia di un altro amico fin da piccolo appassionato di ecologia che ad un certo punto ha trovato la forza ed il coraggio di lasciare la città per andar a fare il guardaboschi, ed ora è felice di lavorare immerso nel verde della natura che ha sempre sognato e amato.

 

 

 

 

 

 


Due fidanzati, stan­chi della solita quotidianità si sono sposati, licenziati e con meraviglia di tutti, hanno lasciato il loro paese acquistando un cascinale semidiroccato su una dispersa collina. Ora coltivano ortaggi ed il loro sogno è quello di mettere su una fattoria del tutto autosufficiente.

 

Questi che vi racconto, non sono esempi isolati: lo dimostra il fatto che ultimamente, tra le

verdi colline toscane e umbre, sta sviluppandosi la nascita di aziende finalizzate alla coltivazione biologica e biodinamica. Quasi sempre sono condotte da ex cittadini che hanno optato per la campagna, preferendola allo stress dei ritmi industriali.

 

Il fatto è, che di una vita ricca di colore, ne avremmo bisogno un po’ tutti. Anzi, ne abbiamo bisogno, tutti!!!

 

 

 

 

 

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