Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Confidenze

 

 

 

STORIA D’AMORE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa storia è in parte un’autobiografi­a. È accaduto proprio a me: ho amato pazzamente una donna per un anno. Spesso mi ha chiesto di, sposarla ed io le ho sempre detto di sì: mi sembrava che l’amore potesse aiutarmi a cambiare esistenza.

 

Ed è accaduto: ho convissuto con lei la “storia fantasmatica della mia vita”.

 

Tranquillo, meraviglioso, tutto andava a gonfie vele, anche se qualche amico mi diceva: “Stai attento, quella ti annega con le sue coccole e non lascia spazio per vivere ed assapora­re l’aria del mattino, umida di rugiada”.

 

A loro rispondevo: “Ragazzi se mi sentirò in difficoltà vi chiamerò perché mi aiutiate a ritornare in vita, perché sì, mi farà certamente morire.  Sembra una divina, una pura, una ‘basa banchi, ...’, ma sotto le lenzuola si salvi chi può! Le devo dire basta; ogni volta mi spreme fino all’ultima goc­cia come un limone”.

 

Hei! Ragazza, ferma il tuo treno e fammi scendere, ho diritto di vivere anch’io!

 

Beh, volendo essere sinceri, se un anno fa, quando l’ho conosciuta, avessi preveduto ciò che mi avrebbe fatto, sarei scappato a gambe levate fino a trovare un nascondiglio al sicuro dalle sue grinfie, magari sotto le foglie di un cavolo alla ricerca della serenità. E invece no! Sono qui che respiro a stento! Per fortuna sono ancora in vita, per fortuna il lavoro mi tiene impegnato togliendomi il pensiero da lei.

 

 

 

 

 

 


Sono fatto così: le donne mi fanno impazzire, mi piacciono da matti e onestamente mi sarebbe difficile farne a meno.   Hanno “qualcosa” che mi fa morire.

 

Forse sarà capitata anche a voi una storia d’amore travolgente nella quale avete creduto e dove avete convogliato tante delle vostre migliori energie. Si sta’ male, si soffre, e che diamine! Ricordo altri amori passati dai quali ne sono uscito a stento, strizzato come uno

strofinaccio. Penso che questa possa essere una delle tante esperienze che possono capitare a quegli uomini, che per nostra disgrazia facciamo impazzire le donne. Si impiega certamente un po’ di tempo per “ricucirsi” l’anim­a, ma poi, come niente sia successo “avan­ti ancora”.

 

Per una forma inconscia di masochismo o per smemoratezza ancestrale, chissà, uscia­mo nuovamente con gli amici e ci innamoriamo di nuovo, ogni volta più di prima e poi, senza perdere un colpo, un’altra “botta sulle orecchie”; un sorriso e avanti, domani è un altro giorno!

 

Ovviamente riusciamo a dimenticare presto i giuramenti e le promesse fatte a noi stessi: “Non mi voglio più innamorare di nessuna, che vadano tutte a quel paese a farsi friggere nell’ol­io fresco!”  Ma passato il temporale, è impossibile farne a meno.

 

 

 

 

 

 

 


Sempre pronti all’attacco come prima: coccole, bacetti, piccoli pizzicotti e quant’altro fino ad arrivare come sempre, all’estre­mo delle forze. Dopo, come un annegato getti le braccia gridando: “Aiuto, voglio scap­pare, sono distrutto, ormai mi hanno rotto e non ne posso più!”.

 

Quanto fesso sono!’ Ogni storia è come una nuova giornata: dopo la notte sorge il sole... e la vita continua ancora.

 

Però, ad essere sincero, c’è qualcosa di strano che non capisco. Ci sono amici o conoscenti che soffrono perché non riescono ad approcciare una donna e c’è invece chi, come me,  non sa darne fuori: ti corrono dietro, saltano dentro dalla finestra e le trovo a letto pronte... Beh!   Che volete fare, pazienza, non è colpa mia!

 

Può darsi che ogni cosa abbia il suo tempo e forse per me, questo è il tempo di vivere “storie d’amore­”. Qualche volta mi chiedo: di cosa ti lamenti! Cosa vuoi di più dalla vita? Non stai male, sei pieno di brio, cosa vuoi di più?

 

 

 

 

 

 

 

 


Eppure devo dire sì: sto’ male. Ma non è certamente male fisico! Quello che sento  io  mi fa soffrire perché ogni storia finisce nel momento più frizzante. Possiamo anche dire: è stato magnifico, senza limiti, ci siamo aiutati a crescere...

 

L’amore nato, ci ha consentito di avviare un processo di cambiamento che, singolarmente auspicavamo di realizzare ma era impossibile raggiungere da soli.

Sono però cosciente che tutto quanto abbiamo imparato o possiamo ancora imparare o scoprire su noi stessi, non ci renda immuni dal gran­de caos dell’esistenz­a.

 

Alcune volte rimango perplesso da quest’energ­ia che sento ribollire nelle vene, pur vivendo così intensamente le donne. E più mi espongo e più mi esporrei senza pietà e remissione forse perché più dai e più vogliono: hanno la gola secca e vogliono che tu dia da bere ancora e per sempre.

 

Ragazzi! Non so dove andrò a finire, non so dove sta’ il trucco! Sento che non sto’ mentendo a nessuno ma dalla pelle mi sprizza quel­la voglia di amare che rende difficile fermarmi. Ho lottato molto per superare gli osta­coli che da bambino mi hanno imposto ma… ha funzionato!

 

Ho vissuto per anni in repressione ma ora mi trovo come un purosangue di fronte ad una puledra in calore. Scal­pito tra i prati coperti di fiori e da farfalle in volo. Sento che niente può fermarmi, impazzirei come una lepre in una gabbia di conigli. Ho troppa energia che si sta liberando dalle tombe del mio “io represso”.

 

 

 

 

 

 

 


Ho deciso di vivere intensamente questo momento che la vita offre, finché non troverò pace, tranquillità, gioia. Ma ora non posso fermarmi, mi devo lasciare andare dove il vento mi porta per raccogliere l’orchid­ea della vita, nella bellezza della gioia e dell’amore estatico di una donna.

 

Così, con la mente serena, prese forma un amore fantastico. Provai emozione, orgoglio e fierezza: non facevo del male a nessuno.

 

La mia coscienza, senza voler togliere nulla al vissuto, mi incentivò nell’analizza­re u­n’altra storia dentro la quale mi sembrava di vivere una favola: un viag­gio nel “non me”, un viaggio nel “diverso da me”.

 

Immaginate un uomo pieno di interessi, allegro, fantasioso, un po’ pigro che si pone al fianco di una donna sportiva, razionale, taciturna che sotto le lenzuola diventa una vipera che dona tenerezza, dolcezza; calda come le braci di un vulcano, con labbra di fuoco che fanno urlare il suo uomo di gioia… I vicini suonano il campanello, telefonano per sapere se è successo qualcosa di strano… Lui risponde: “No, non vi preoccupate ho gridato solo perché mi sono pizzicato nel cassetto..., niente di gra­ve!”. Ragazzi! Pensate quello che volete ma una storia così vissuta in osmo­si, è una cosa semplicemente straordinaria, dove in egual maniera si tende ad apprezzare le caratteristiche uno dell’alt­ro lasciandosi trasportare in un mondo fantasmatico dove tutto è con­cesso senza alcun limite.

 

 

 

 

 

 

 


Questa donna l’ho conosciuta per caso, in un momento in cui entrambi desideravamo cambiare il corso della nostra vita. L’uno per l’altro siamo stati il “motore” che ha avviato questa meravigliosa “storia d’amore”. Ho imparato ad essere più buono, più coccolo, più infuocato e lei con attenta astu­zia ha saputo viaggiare al limite della mia resistenza cercando nel suo meglio, di valutare la mia fragilità.

 

Ma io ho saputo resistere fino a farla morire e lei con il suo stupendo corpicino, ha scoperto che aveva di fronte un nobile cavaliere che riusciva, con astuzia, a difendersi dagli urti e dalle ammaccature che capitano e non si riesce a schivare.

 

Così silente e razionale programmatrice del proprio tempo ha dovuto darsi una calmata, accettando e gratificando la mia virilità.

 

Prima che ci conoscessimo, riteneva che nessuno sarebbe stato in grado di resisterle e che era la migliore. Con vanità, definiva folla un gruppo di cinque persone.

 

 

 

 

 

 

 

 


Dal giorno che mi ha conosciuto, ha scoperto la bellezza di amare, di passeggiare assieme nei prati con farfalle e fiori, nonché la serenità di andare alle due di notte in una piazza vuota con il cri-cri di un grillo che cerca un angolino dove riposare fino al sorgere del sole.

 

Detestava i bambini, non ne voleva sapere, diceva che le avrebbero portato via la libertà che con impegno era riuscita a conquistarsi. Se mi avvicinavo ad un bambino per giocare

assieme, lei rimaneva lontana, inerte. Non faceva neanche un passo per paura di essere colpita da un loro sorriso.

 

L’amore, tra noi, era una continua ascesa, ed una sera, arrossendo, mi disse: “Sai, ti sembrerà strano, ma mi piacerebbe avere un figlio tutto nostro, che abbia gli occhi come i tuoi, che assomigli a noi due, che possa esprimere l’essenza dell’amo­re che vivo per te. Ti amo, non avrei mai creduto di provare un sentimento così forte. C’è qualcosa in te a cui non riesco resistere, mi fai voglia di notte e di giorno; quando ti penso, non mi capisco più...   ti amo...   ti amo tanto, quanto la bellezza di un tra­monto colorato di rosso”.

 

Spero che mi capiate, perché a volte le sue parole mi sembra solo di averle sognate: ci siamo proprio modellati ad immagine e somiglianza una dell’altro!

 

A questo punto la storia non è finita e mi porta a vederne un’alt­ra, pure interessante. Quella di due crescite individuali, che si sono affiancate per caso, con vicende d’amor­e disperate, reciprocamente vissute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Nella mia vita personale era giunto il momento di mettermi alla prova totalmente, ma da solo non avrei mai affrontato la “paura di farmi male”. L’ho saputa sfidare grazie all’amo­re che ha voluto donarmi lei.

 

Ora sono fiero dei frutti che posso cogliere, forse questo faceva parte del mio cammino personale. In sella ad una “cavalla purosangue” ho voluto scoprire i mondi nascosti nel mio io represso che ora sono energicamente orgoglioso e soddisfatto di vivere. Lei ha saputo propormi obiet­tivi che altrimenti, grazie alla pigrizia e all’attitudi­ne innata di rimandare il tutto a domani non avrei mai vissuto.

 

Il percorso di questa storia fantastica va a cozzare contro l’imprevedibilità. Comunque sono convinto che nonostante ciò, il tutto ha contribuito a modificare il mio carattere di schiavo, sempre pronto al servizio, per essere accettato dagli altri uomini.

 

Ci sono progetti nella vita che si realizzano in due, altri individualmente. Ho capito dove questa frase andava a parare, e ne ho provato dolore. Con ciò mi chiedevo: “Ma allora, noi due ci siamo usati?” In quel momento mi è apparso un bambino che si sente dire: “Babbo Natale è tutta un’invenzione”, dopo che lui ci ha creduto e sognato per anni.

 

E se invece fossimo coscienti entrambi di non esserci usati ma è stata solamente una fase importante della nostra storia sia individuale che di coppia, allora la risposta sarebbe la più bella, la più confortante.

 

Bellissimo! Con questa considerazione l’amore è salvo e certamente mi sento meglio. È vero che una volta compiuta l’osmosi, la “storia” finisce come ogni favola che si rispetti eppure c’è da chiederci se al progetto personale possa subentrare un progetto di coppia: ci si sposa, si fanno dei figli...

 

 

 

 

 

 


Con la mia donna, non è successo: anche lei era d’accor­do che il nostro rapporto a due non era abbastanza forte da motivare da solo, la nostra storia. Ed abbiamo messo la parola “fine”.

 

D’altro canto, pur provando dolore nell’abbandono, non ho fatto nulla per evitarlo: non ho scritto una lettera, non ho fatto una telefonata, nulla...

 

Ragazzi! Lo devo dire: è stato un gran gioco di squadra, perfino a fine partita, ci siamo lasciati con una stretta di mano!

 

Forse questa storia è un po’ particolare, ma rispetto ad una delle tante domande: “per­ché non sto’ male?”, ora ho una risposta; “non sto’ male perché avevo un progetto e l’ho realizzato”.

 

L’uomo che esce da una storia d’amore è diverso da quello che vi era entrato, così come lei è diversa da quella che ho conosciuto un anno fa.

 

 

 

 

 

 

 

 


Complimenti! Un caso fortunato perché a cambiare siamo stati in due e tutti e due siamo cresciuti;   abbiamo preso e dato a piene mani.

 

In questo senso, si è trattato di un’esperienza che mi sentirei di augurare ad ogni uomo o almeno a quel­li abbastanza temprati, perché cambiare la propria vita, anche se cullati in un letto tra  lenzuola profumate, richiede comunque una bella dose di coraggio! E permettetemi, anche di… incoscienza!

 

 

 

 

 

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