Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Confidenze

 

 

 

…RESTIAMO AMICI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono timido per natura, ma la separazione matrimoniale è andata a mettere il dito sulla piaga - di ciò che era represso. Inizialmente non è stato semplice superare la perdita in quello che ho sempre creduto. “L’amore è una cosa grande, il motore della vita”. Mi sembrava di morire nel veder crollare di fronte agli occhi, tutto quello che avevo sognato e desiderato, specie nel momento in cui presi coscienza che tutto era finito tra noi due.

Per dimostrare che non avevo più bisogno di lei scappai da casa, come per sfuggire agli artigli di un lupo affamato. Concretamente preso dalla ricerca “di me”, passò un anno nel quale non mi accorsi di nulla, finché presi coscienza che lei non era più niente. Da quell’attim­o, la mente diventò sempre più leggera, avvolgendomi nella sensazione di volare. Gettai via tutte le cose che me la ricordavano iniziando ad apprezzare una nuova luce ed una nuova speranza.

 

 

 

 

 


Così, uscii con gli amici a ballare, conobbi una ragazza e ne nacque un profondo interesse. Siamo rimasti assieme per diverso tempo. Era bellissima, ricca d’interessi e di fantasia. Io invece ero sommerso da attività compensative che non mi permettevano di dedicarmi totalmente a lei, così arrivò il momento che si stancò. Lasciandoci mi prese il cuore e le chiesi: “... restiamo ami­ci”... Certo è un classico!

Un rituale che viene sempre citato come da copione, ogni volta tra singhiozzi, musi duri, rabbia. Questa frase, al momento della separazione è più puntuale del coniglio che esce dal cilindro del prestigiatore

 

Più volte mi chiesi se sia davvero possibile restare “amici”. Inizialmente il nostro amore era meraviglioso, pieno di vita, ma dentro di me c’era un qualcosa... e questo non mi dava pace. Lei era molto affettuosa, cercava di fare del suo meglio per aiutarmi ad apprezzare il sentimento che da tempo negavo. Quante cose belle ho scoperto e vissuto allora! Ma con il tempo l’amore perse gradualmente d’intensità, fino al punto in cui disse: basta. Tra noi, non funzionava più niente, così decise di prendere il coraggio a due mani. Io non avrei mai saputo separarmi da lei, che ormai era diventata un punto fermo della mia vita. Non potrò dimenticarle mai, le ultime parole della nostra storia, dette a freddo: “... è inutile continuare così, facciamola finita; se poi penso che volevi avere anche un figlio da me”. In un primo momento, quelle frasi hanno risuonato nella mia mente, come le solite parole di circostanza sparate per scaricare l’ira provata, ma non fu così. Per un po’, non ci sentimmo più, finché un giorno il telefono squillò e una voce dolce, mi chiese: “Come stai?”. Prontamente risposi: “Bene! ... solo che non è facile dimenticarti, ti sento scorrere a fior di pelle... mi piacerebbe incontrarti, pensarti mi fa impazzire... sei ciò che di bello ho avuto”.

 

In due parole, lei è stata la prima ragazza che mi aiutò a scoprire la bellezza dell’amor­e: non  sarebbe così semplice rivederla, senza poterla abbracciare, né sarebbe facile accettarla assieme ad un altro. Hei! Non so se mi spiego: più volte ha detto che non l’avrei rivista. E adesso dal detto al fatto, me la trovo al telefono. Io butto giù tutto e la vado a prendere.

 

Detto tra noi non è facile passare da un rapporto affettivo all’amicizia, né è semplice e privo di dolore.

 

 

 

 

 

 

L’ho vista più di una volta abbracciata al suo nuovo ragazzo e le avrei dato un calcio dove so io: non sopportavo l’idea che potesse usare anche con gli altri, lo stesso rituale di corteggiamento che prima riservava a me.

 

Immaginatevi cosa provavo, incontrandola abbracciata ad un altro uomo: un serpentone allo stomaco che rovesciava tutto ma nonostante ciò tenevo duro.

Faceva male scoprire che non mi amava più, mentre io, ero ancora attratto da lei. Forse non mi ero ancora reso conto che avrei potuto dimenticarla come amante e scoprirla come amica.

 

Cancellarla dalla mia vita, avrebbe permesso di smitizzarla. Ma incontrandola ancora sarei stato costretto ad accettare ciò che non volevo: la fine della nostra relazione.

 

Certamente non è stato semplice. Ma giorno dopo giorno, combattendo con la ragione del cuore sono riuscito a placare l’emotività, trovando il modo di accettarla. Ora so per certo, di non essere più innamorato di lei. Ma non potrei separarmi da amico. Mi conosce meglio di chiunque altro e so di poter contare su questo.

 

La nostra storia? Un tenero ricordo. Ma certamente non è nulla, a confronto dell’amicizi­a che siamo riusciti a creare.

 

È stato grande e stupendo scoprire una persona capace di donare amicizia: mi lasciò perché non riteneva che fossi il suo uomo ideale.

 

Era molto allegra, semplice, pronta a prendere in giro la vita. Con me però si chiudeva, e sembrava incapace di scambiare affetto. Era più incline all’amicizia. Se si diceva con gli amici, di andare a ballare, non rifiutava mai. Ma quando eravamo in discoteca, spesso mi piantava per farlo con un suo amico mentre io stavo lì, a fare la parte del paperotto che aspetta il ritorno della papera.

 

 

 

 

 

 

 


Uscendo assieme, raramente mi regalava una carezza, un complimento o un pensiero, ma con gli altri, come volesse rendermi geloso, diventava carina, simpatica e sexy. Certo che era difficile accettare la situazione! Con tutte le mie forze tenevo duro perché le volevo bene, ma costava molto sacrificio perché non mi dava nulla di quello che cercavo e per riflesso mi rifugiavo sempre di più in altre attività. Tutto ciò dipese dal fatto che non abbiamo mai saputo fare un vero e proprio discorso insieme. A quel tempo, se l’è fatta con un altro ragazzo, forse per non sentirsi da

meno di quelle quattro amiche da tre soldi che frequentava.

 

Quando la conobbi, ero in uno stato difficile, confuso e sperai che una compagna come lei potesse restituirmi la gioia di vivere. L’amore? L’amore forse non c’era e forse proprio per questo, nel momento in cui mi ha piantato, di primo acchito non è stato difficile accettarlo e proporle: “... restiamo amici?”. Ma dopo un po’, non fu così: ogni giorno mi mancava sempre più la magia di scam­biarci tenerezza.

 

Ri-volevo certe “piccole” abitudini: alla sera dormire sotto le stesse lenzuola profumate dal calore della sua pelle; talora uscire a cena assieme … mi sembrava strano non averla più vicina. Sì, era una ragazza tutta particolare ed aveva un qualcosa che mi faceva morire nel far l’am­ore.

 

Superare queste difficoltà, mi è costato molto tempo ed ancora adesso la penso scrivendone.

 

Per fortuna, il distacco è maturato da solo: se mi avesse lasciato di punto in bianco, senza perché, mi sarei sentito terribilmente distrutto e l’avrei profondamente odiata.

 

Certo è facile dirlo, ma nella realtà è molto difficile restare amici. Eppure, successivamente ci siamo incontrati, e ci siamo confidati come non avevamo mai fatto prima, mettendo finalmente a nudo noi stessi. Abbiamo scoperto così che durante la nostra storia non ci eravamo mai conosciuti e quindi, mai amati. Lo sforzo fatto non è stato inutile, non tutto era da buttare e tra noi l’amicizia poteva sopravvivere.

 

 

 

 

 

 


Il nostro amore naufragò presto, forse perché allora ero fragile. Quella vita che non mi dava più niente, neanche la voglia di farlo. Ero stanco! Stanco di dover accettare che approfittassero della mia ingenuità e della bontà impresse da bambino. Desideravo crearmi un mondo nuovo e volare in uno spazio privo di confini, dove tutto è più semplice e leggero.

 

Quante volte mi chiedo quale sia il senso della vita, e come sarà la sua fine.

 

Tempo prima (dopo la separazione) avevo lasciato tutto: famiglia, lavoro e amici per uscire da questo mondo. Ero stanco, sfinito. Di lei mi era rimasto poco, quasi niente.  Solo alcuni stralci di storia vissuta, che perdeva giorno dopo giorno luce e colore, non lasciando conseguenze né rimpianti.

 

Eppure la ragazza che mi ha piantato, non sono ancora riuscito a scordarla totalmente. Ogni tanto, come una talpa, tira fuori la testa per toccarmi il cuore.

 

Hei ragazzi! Noi non ci conosciamo, vero? Per la verità non mi interessa, ma se qualcuno di voi ha vissuto certe emozioni, può comprendere cosa significhi essere “MA­SCHI” e sentir sfiorare la pelle, dalle unghie della “sua donna”.

 

Nonostante tutto, forse (ma non ne sono del tutto sicuro), la nostra storia è finita proprio perché io lo credevo amore, ma in realtà era solo amicizia nei suoi confronti…

 

 

 

 

 

 

 


Il tempo passò veloce ed un anno dopo la incontrai in discoteca con il suo nuovo ragazzo: non provai gelosia. Mi consolava il fatto che lo vedevo alla buona, ed avrei messo la mano sul fuoco che non sarebbe durata a lungo.

 

A prima vista tutto sembrava banale, ma dopo un attimo i miei occhi iniziarono a cercarla ed avrei voluto correrle incontro gettandole le braccia al collo. Per fortuna mi fermai in tempo: non potevo ferirla né rendermi ridicolo.

 

In quel momento, in un solo istante, ripercorsi tutta la nostra storia, i problemi avuti, le incomprensioni, le speranze, ma anche la curiosità di scoprire le bellezze dell’amore.

 

Mentre il mio cervello impazziva, con occhi di fuoco, chiese: “ciao, come stai? Mi fa piacere rivederti”. Ragazzi! Mi sembrò di svenire… dovetti abbracciare la prima colonna che incontrai tanto per tenermi in piedi, altrimenti le sarei saltato addosso. Direte che sono matto, eppure vorrei vedere voi al mio posto!

 

In seguito ci furono altre occasioni, ma ci incontravamo con il fucile del suo ragazzo puntato alle spalle: lo sguardo sempre attento e vigile. Insomma, come due carcerati durante la passeggiata giornaliera. Tra noi due tutto era magico, al punto di condividere certe tenerezze che nutrirono la voglia di rivederci ancora.

 

Entrambi avevamo vissuto altre storie, ma non furono in grado di eludere ciò che per entrambi era stato “gran­de”. Nonostante ciò avevamo compreso che la vita poteva continuare senza essere sprecata: eravamo buoni amici, era bello portare avanti questo sentimento con autentica simpatia, ed è per questo che ... re­stiamo amici. E nel futuro… lo resteremo ancora!

 

 

 

 

 

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