Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Confidenze

 

 

 

“… MI VIEN DA RIDERE …”

 

 

 

 

 

Quattro giorni fa, telefonai ad una carissima amica, il telefonino suonava libero e non rispondeva nessuno. Ritentai dopo circa mezzora e niente ancora. Rimasi dispiaciuto di tale fatto, perché desideravo sentirla per esprimerle ciò che provavo nel cuore.

 

 

 

 

 

 


Dopo un po’ il telefono suonò, alzai la cornetta e sentii la sua voce: "cosa vuoi?"

 

Le dissi: "ti avevo chiamata per dirti, che ti volevo bene."

 

"Lo sai che non voglio che mi chiami solo per dirmi certe cose. Se lo farai ancora, non ti rispondo più!"

 

"Va bene, ho capito scusami."

 

Ciao ciao e venne messo giù il telefono. In seguito, a que­ste fredde affermazioni, mi venne da ridere; non è che con questo volessi ridere sulla sua faccia o al mio fallimento nei suoi confronti, ma solo mi misi a ridere a voce alta, tutto qui. Comunque, dopo una bella risata, mi sentii più tranquillo come se niente fosse successo.

Da quel giorno, quando si presentano dei particolari pro­blemi, o qualcosa che mi dà fastidio, ...mi vien da ridere, e poi, mi sento più tranquillo.

 

Ridere “sul” problema, non è certo una brutta cosa, specie se poi ci si sente tranquilli! Forse l'occasio­ne mi ha offerto l'opportuni­tà di superare quello stato d’ansia, verso sconfitte, non sempre ­chiare o ben definite...

 

 

 

 

 

 


Una sera, sentii il campanello suonare. Mi diressi verso la porta senza sapere chi poteva aver suonato (si può dire che è stato solo un'att­o, per soddisfare la curiosità). La aprii e siccome era buio non vedevo chi c'era. Chiesi: "chi c'è?" Una persona, salendo le scale, rispose: "sono io!" Nel il buio, ho intravisto che era lei. "Ciao, come stai?­". "Volevo parlarti". "Accomodati". Entrò in casa e si sedette sulla poltrona, vicino al calore del fuoco del caminetto.

 

"Sono venuta a chiederti, di non cercarmi più. Quando sento la tua voce, sto male per tutta la giornata, perciò ti prego di non chiamarmi più." Proseguì, spiegandomi il perché della sua richiesta.  Alla fine le chiesi, se potevo esprimere una mia considerazione. Lei mi rispose di sì.

 

"Sono d'accordo con la tua richiesta, penso che sia una cosa importante, poter chiudere la nostra storia passata, in modo che, se un giorno per caso, dovessimo rincontrarci con la volontà di stare ancora assieme, ciò ci consentirebbe, d'iniziare una nuova storia, non legata a quella passata". Lei con un sorriso si alzò dalla poltrona, dicendo: "vado via". Una piccola stretta, profumata da un delicato bacio sulle guance e l’accompagnai alla porta. Lei scese le scale, passò il cancelletto e se ne andò, per sempre...

 

 

 

 

 


Così chiusi la porta e rientrai nella stanza dove stavo studiando al calore del caminetto, facendo una considerazione: otto anni fa ci siamo conosciuti proprio in questa stanza, nella quale era acceso il caminetto. Fatalità, anche nel momento che ci siamo lasciati, era acceso, beneficiandoci con il suo calore. A questa semplice immagine: ...mi venne da ridere!

 

Questo per me è un momento che mi consente di superare certi eventi della vita. È importante, saper ridere nelle cose che ti fanno male. Ciò ti impedisce di giudicare te stesso e gli altri. È come accettare lo scorrere dei fatti, senza però essere trasportato da essi.

 

Solitamente certi fatti, colpiscono duramente a livello emotivo, anche se cerchiamo di distrarci.   Lo stato di tensione ci colpisce, impoverendoci di quell'energ­ia utile, per tirarci su le maniche ed affrontare con grinta ed orgoglio, l’avversità.

 

Dopo una bella risata, mi sento tranquillo; poi, se la cosa è importante, l'affron­to con molta relatività.

 

È assurdo lasciarci coinvolgere dalla tensione, visto e considerato, che essa non ci dà la possibilità di risolvere il caso.

 

Bisogna lasciare che la vita prosegua il suo corso, questi fatti sono solo una parte della storia, pertanto è importante saperli cogliere, accettandoli con spirito positivo, ed usufruendo del loro insegnamento, consentendo così di sviluppare la nostra espe­rienza.

 

Comunque, anche se ho accettato la sua richiesta, mi manca la sua bellezza di donna, pur se, più di qualche volta ho desiderato non vederla.

 

Pensandoci, mi mancano la sua capacità sensitiva, il suo sorriso, la sua creatività, la sua voglia di vivere, il suo amore. Inoltre mi mancano, quei giretti in bicicletta, sotto il sole d'estate, vestito solo con una camicia e dei pantaloni sottili di colore nero, che lei toccava, stringendo con la mano ciò che con intimità essi nascondevano, dicendomi, con sublime delicatezza: "mi piace tanto... toccarti con le mani".

 

Non sempre è facile accettare di perdere, ciò che con passione si desidera come parte integrale di noi stessi. Nonostante ciò è importante farlo, nel rispetto di sé stessi e di ciò che si ama.

 

Per riaverla, dovrei iniziare a modificare me stesso, accettandola.

 

Per dirla meglio, una donna necessità di tre punti fondamentali:

 

 

 

 

 

 


* Per prima cosa desidera che il suo uomo abbia un carattere posato, che sappia far valere i suoi diritti, che sia una persona elegante ricca di personalità e grazia nei suoi confronti. Deve essere pronto a difenderla in qualsiasi momento ed occasione.

 

Inoltre deve garantire una sicurezza finanziaria. Lei si sentirà orgogliosa di essere la sua

donna.

 

 

 

 

 


* Per seconda cosa desidera un uomo che sappia divertirsi, donandole il profumo del piacere. Un soggetto dinamico, sia nei divertimenti che nello sport. Un individuo che sappia disimpegnarsi. Una persona solare, che ami viaggiare sco­prendo il vero senso della libertà anche nei momenti più difficili che l'avventura presenta. Un uomo che da

dominio della propria emotività trasmettendo sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 


* Come terza cosa desidera un uomo virile, che sappia trasportala tra le fiamme dell'infer­no e la gioia del paradiso. Una persona che sappia farla impazzire di desiderio e solo con il pensiero la trasporti in momenti in cui il profumo dell'amo­re inebria il suo cuore di donna.

 

Donna, donna del mio cuore, vieni via con me a volare in un cielo dove le dimensioni umane non esistono, ma esiste solo il caldo sole del deserto ed il fresco dei mandorli

in fiore che profumano la nostra anima!

 

 

 

 

 

 

 

 


Non dirmi più niente. Camminando in silenzio, in punta dei piedi, riprendi il cammino con me. Donna, non te ne andare e ritorna a scaldarti alle fiamme del caminetto, che come me ti aspetta. Ed ora, ti voglio confidare una cosa. Se per caso dovessi ritornare, sappi che al solo pensarlo: "...mi vien da ridere...".

 

 

 

 

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