Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Confidenze

 

 

 

LA PAZIENZA DI UN UOMO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’uomo è nato cacciatore: una convinzione che nessuno sarebbe riuscito, almeno fino a qualche anno fa, a togliere dalla testa delle nonne, ma forse anche delle nostri madri. Esse passavano molto tempo ad escogitare tutta una serie di trucchi, più o meno astuti, per farsi cacciare, per tenerlo sulla corda, per costringerlo a rimanere nel dubbio più atroce: “Ma lei m’ama o non m’ama?” Eccole ad inventare ogni sorta di malizie, anche le più peccaminose, per farlo ingelosire, fermo restando il

dogma basilare del “non cedergliela mai la prima volta” e tornare a stuzzicarlo le volte dopo, ovviamente. “In amor vince, chi non si fa prendere mai in castagna”, era il ritornello che si ripetevano spesso le donne di un tempo. Oggi sem­bra che non funzioni più.

 

Che succede oggi? Forse se lo chiede più di qualcuno. Detta in due parole: gli uomini cacciatori ormai si possono contare sulle dita dei piedi, sono rari come le mosche bianche, e i pochi che ancora sopravvivono, sono quelli da “avventura di una notte” che non hanno la minima voglia di trasformare una conquista in una storia seria e duratura. Tante belle promesse, tante belle coccole con il fine unico di una scopata. Insomma, oggi le donne che fuggono, il più delle volte invece di essere inseguite vengono lasciate andare per la loro strada, come non fosse successo niente.

 

 

 

 

 

 

 


Trucchi e malizie femminili ottengono l’effetto opposto a quello desiderato: annoiano o provocano tanta irritazione che ri­schiano di essere piantate là, su due piedi. “Niente è più come una volta”, senti commentare con un sospiro delle nostre nonne. Sembra che gli uomini abbiano perso del tutto quella voglia di correre dietro alle donne e giocare a rimpiattino: forse le guardano in modo diverso, tutto qui.

 

I maschi di oggi hanno più testa che gambe (passionalità). Forse sono anche più seri e

desiderosi di una donna posata e stabile. Con loro non servono trucchi e inganni, il segreto è solo uno: capirli e donargli il meglio dell’amore. Anche senza tante rose rosse, la mia ragazza ha sognato per anni il Principe Azzurro.

 

Lo immaginava bello, forte, grande più di lei, con i capelli neri, coraggioso e invidiabile. A me sembrano un po’ le voglie di una bambina! Crescendo non ha fatto altro che divorare romanzi d’amore e rifugiarsi al cinema per seguire vicende appassionate e sconvolgenti: e si chiedeva sempre, se un giorno da grande sarebbe stata conquistata da un vero maschio perdutamente innamorato di lei, che l’avrebbe sommersa di rose rosse!

 

Ma il panorama maschile, era deludente: i suoi compagni di scuola erano piuttosto patetici ed i filarini di turno potevano avere le migliori promesse, fuorché quelle del Principe Azzurro da lei tanto sognato.

 

“Dove si nascondeva il suo eroe senza paura e senza macchia?”. Se lo chiede più di qualche volta ancora adesso; anche se da quando l’ho conosciuta è un po’ più tranquilla o così mi sembra.

 

 

 

 

 

 

 


Certo che nessuno potrebbe definire “travolgente” la nostra storia, tanto meno all’inizio­: di attrazione per far l’amore, non se ne parlava neanche; tanto per chiarire le cose, un bacetto e non di più.

 

Ci eravamo conosciuti per caso ad una festa fra amici e dopo quella occasione abbiamo iniziato ad uscire assieme: un cinema, una pizza, le solite cose che fanno tutti. Non avevo neppure capito se le piacevo o no, visto che si guardava bene dal dirmelo.

 

Con lei vivevo momenti di allegria e tenerezza, era la ragazza più imbranata della terra. E la più buffa.

 

Pensate che una volta mi ha concesso di fare le cose per bene, accettando di venire a cenare con me in uno dei più eleganti ristoranti a lume di candela. Senza scherzi…, dall’emozio­ne si è rovesciata addosso la zuppa di cipolle, rimanendo appiccicosa per tutta la sera!

 

Quella è stata la volta in cui finalmente si è concessa di dirmi che mi voleva bene, ma vorrei farvi notare che ormai era più di un mese che uscivamo assieme. Tirai un lungo respiro di sollievo per il primo bacio che mi permise di darle sotto la tettoia di casa sua, ma nemmeno questa volta andò tutto liscio: l’ho baciata a denti stretti perché dannazione, mentre la baciavo aveva messo il tacco delle sue scarpe sopra il mio piede. Sembrava fatto apposta, le avrei rotto la testa purché si svegliasse un po’ di più!

 

E spesso mi dicevo: “Perché capitano tutte a me queste donne? Cosa ho fatto di male?”.

 

Lo so! Non serve che me lo ricordiate: non sta scritto da nessuna parte che una vera storia d’amore debba per forza, nascere come una meteora abbagliante; la realtà è molto diversa dal cinema e comunque, è assai più facile trovare un ago nel pagliaio che una donna con i fiocchi.

 

 

 

 

 

 

 


Magari succede che ci innamoriamo proprio di quelle che, oltre a te, hanno qualcos’altro per la testa. Sembrano timide e imbranate ma alla fine, di nascosto, vanno a letto con qualche altro, cercando di fartela passare come un incontro di lavoro o qualcosa di simile.

 

In definitiva gli uomini, di fuochi d’artificio ne desiderano pochi, ed è perciò che dovrebbero stare attenti e camminare con i piedi di piombo.

 

Comunque è vero che il colpo di fulmine qualche volta capita, ma certamente è molto più superficiale di una vera storia d’amor­e magari nata in modo banale, quasi inosservata, tra incertezze e dubbi. Sognare colei che sappia amarti perdutamente fin dal primo momento che l’hai conosciuta, oggi è proprio una chimera!

 

Guai impazzire per una donna! Un tempo tutto era basato sul corteggiamento, toccava a lei non cedere subito al primo incontro costringendo così a tempi più lunghi. Oggi invece assistiamo spesso ad un rovesciamento dei ruoli. È l’uomo a darsi un margine, a dover utilizzare tempi più lunghi, senza tanta fretta anche dal punto di vista sessuale. Attualmente il sesso non rappresenta più un punto d’arrivo, una meta agognata: è solo una componente per quanto importante, di un rapporto a due. Perciò già dalla prima sera, se vuoi, puoi far l’amore.

 

Ed ecco perché oggi, l’uomo abdica dal ruolo di cacciatore: se può lascia andare più alla lunga, anche perché è interessato ad un rapporto più serio

 

Tante promesse, tante affermazioni, sei tutto per lei e poi magari per meno o per poco se la fa con un altro.

 

Certe donne fanno solo perdere tempo, altro che voglia di costruire una famiglia! D’accordo è giusto che la donna sia rispettata e amata dal suo uomo, ma è ugualmente giusto che non venga preteso a senso unico.

 

Detto ciò non è che tutte le donne siano uguali, ci sono anche quelle con cui è meraviglioso dividere ogni attimo della propria vita. Ma quante sono cosi? Non è facile, è solo questione di stabilità nelle loro scelte di vita. L’amore è bello quando ci si vuol bene reciprocamente.

 

 

 

 

 

 

 

 


L’uomo posato non vuole l’avventu­ra ma una compagna vera, cercando di valutare la possibilità secondo ritmi di vita, che possono contemplare timori e dubbi. Insomma, questa assenza di fretta è senz’altro un buon segno. L’inizio di un desiderio meditato, mai frettoloso.

 

La donna invece, si sente disorientata perché storicamente veniva cercata con assiduità, per cui interpreta queste lunghe attese come mancanza di reale interesse. Teme di non essere desiderata e può arrivare ad una crisi di insicurezza che la spinge a prendere lei l’iniziativa. Ma questo potrebbe essere certamente un errore se la manovra

non viene condotta con molto garbo, perché gli uomini tendono ad evitare le donne assillanti, che accampano subito pretese. Certo che formare una famiglia è difficile, specie per i giovani privi di esperienza!

 

È anche vero che nell’uomo d’oggi è maturata diffidenza nei confronti della donna, per cui non ama affatto sentirsi braccato.

 

“Sono separato da anni, subito dopo la fine del matrimonio ho passato un periodo piuttosto lungo da solo, tentando nel meglio del possibile di rammendare le ferite inflitte al mio cuore. Ma quando ho conosciuto una ragazza ho intuito che poteva essere giun­to il momento per una nuova storia. Già dal primo incontro fra noi c’è stato del feeling. Lei è una persona intelligente e aperta. Sembrerà strano, ma è stata lei a telefonarmi un paio di giorni dopo e abbiamo cominciato ad uscire assieme, abbastanza regolarmente come se fosse da tanto tempo che ci conoscevamo. Era nato qualcosa di molto bello fra di noi, fin troppo evidente, ma quanto al sesso non se ne parlava affatto.

 

Lei viveva da sola e non capisco per qual diavolo non mi abbia mai proposto una serata a casa sua.

 

 

 

 

 


Il tempo scorreva veloce e mi sentivo sempre più stupito perplesso e preoccupato. Più di qualche volta avevo il timore che non le piacessi più di tanto! Per telefono mi cercava spesso, ma dovevo sempre forzarla per vederci. Non capivo più niente e ho cominciato a tormentarmi fino a quando ho deciso di tentare tutto per tutto: sapevo che era priva di qualsiasi impegno

il giorno seguente. Mentre eravamo a cena in un ristorantino chic, le proposi di andare in un pianobar ad ascoltare musica jazz.

 

Pensate: siamo rimasti in quel locale fino alle due del mattino! Forse per voi è cosa normale, ma  con lei era un fatto piuttosto insolito e non è ancora finita qui!

 

Dopo essere usciti dal pianobar mi ha condotto a casa sua ignorando deliberatamente l’ora tarda.

 

Ero troppo confuso, da tempo sospettavo di non interessarle e pensavo che questa storia fosse finita ancora prima di iniziare. Invece no, ho sbagliato e di molto perché più tardi, dopo due settimane, mi ha chiesto esplicitamente se mi sarebbe piaciuto fare un viaggio insieme.

 

E’ bello che la donna si renda conto di assaporare il piacere di essere corteggiata senza sentirsi usata sessualmente come un oggetto. Perciò donne, apprezzate quegli uomini che vi offrono delle avance sincere e diffidate di coloro, che con una scusa o l’altra, cercano solo sesso. È importante che ci sia reciprocità negli interessi e nelle vedute. Può succedere però che non necessariamente la passione corrisponda al vero amore, nella realtà dei fatti.

 

Morale della favola, sembra proprio che per conquistare una donna, la regola base da utilizzare sia la pazienza. Tanta pazienza. Al punto da ribaltare quel vecchio proverbio affidato una volta, alle donna: “in ogni amor vince chi sa aspettare”.

 

Ora però… è l’uo­mo che ha paura di prendersela in castagna!

 

 

 

 

 

 


Vi racconto un’altra storia. Conobbi una ragazza, anche questa per caso. Avvenne così: un mio amico l’aveva conosciuta ad un incontro di gruppo e desiderava scambiare con lei alcune impressioni della vita. Ma non sapevano dove incontrarsi: in un bar no di certo, a casa di lui nemmeno, in quella di lei era impossibile e così, lui mi chiese se potevano venire a casa mia. Gli risposi che per me andava bene, l’importante era che se la vedessero fra loro. Ed arrivò il giorno.

Si presentò da solo ed io gli chiesi come mai. Mi rispose: “non ha voluto venire”. Lo stimolai a telefonarle. Lo fece, ma nonostante ciò lei non ne volle sapere. Vedendolo disperato, gli chiesi se potevo palargliene e così feci. Di seguito al colloquio, lei accettò e lui andò con la macchina a prenderla. Dopo circa un’ora arrivò con questa ragazza e là, seduti di fronte a me sui divani si guardavano, senza quasi parlare. In quel silenzio, complice il calore del caminetto, mi intromisi per avviare un discorso. Da quel momento passai al centro dell’attenzion­e: lei era molto giovane con problemi a non finire; di lui non ne parliamo neanche.

 

Dopo qualche chiacchiera e qualche sorriso, con un sottofondo di musica soft, la storia tra di loro finì come d’incant­o. Il giorno dopo, io e questa ragazza ci siamo sentiti al telefono fissando un appuntamento solo per noi due. Lei aveva appena venti­quattr’anni; io ero maturo e divorziato ma in quel preciso momento eravamo tutti e due liberi sentimentalmente per cui non c’erano problemi di sorta. Ci fu intesa fin dal primo istante. Lei era soddisfatta perché sapeva che per me due più due fanno quattro e non tre o cinque, secondo il comodo del momento.

 

Detto così, può sembrare che tutto filasse liscio come l’olio e invece no: la nuova storia si profilò la più com­plessa e tormentata della mia vita.

 

 

 

 

 

 

 


Lei stava con me ma aveva paura di dire: “...ti amo”. Non me l’ha detto per un anno intero   anche se io, pur soffrendo le pene dell’infern­o, ero quasi certo che fosse così. Ma volevo sentirmelo dire. Accidenti sennò che uomo sono? Più di qualche volta mi raccontava del suo ex-fidanzato dicendo che era l’unico uomo che aveva amato veramente. A lui, aveva donato nei bagni del treno la sua verginità e me lo ripeteva anche nei momenti più belli della nostra unione!

 

L’avrei strozzata! Nei momenti particolari e riservati a noi due doveva sempre parlarmi di lui e nonostante ciò, mi faceva capire che era innamorata di me. Un giorno pensai di metterla alle strette. Nemmeno per idea: tenne duro fino alla fine, fingendo di niente.

 

Quel giorno però capii che la sua era solo paura di soffrire e di essere lasciata, come era successo con il suo ex ragazzo che l’aveva prima coinvolta e poi piantata senza nessuna ragione.

 

Dopo un anno di frequentazione… è riuscita a dirmi quel tanto atteso: “Ti amo”. Poi mi ha chiesto di convivere, e la vita continuò.

 

Ragazzi! Quante storie sballate ho vissuto e di volta in volta, con la “pazienza di un uomo”, “forse” maturo!

 

 

 

 

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