Centro Naturalista Italiano

 

 

 

PANAKEIA

 

 

 

Confidenze

 

 

 

IL GIOCO FANTASMATICO DELL’AMORE

 

 

 

 

È da un poco tempo che ho imparato ad apprezzare l'importanza di essere innamorato senza paura di lasciarmi andare, nel vivere  sempre più profondamente il desiderio di donarmi e di stringermi alla persona amata.

 

Sto vivendo momenti intrecciati di gioia e di dolore e, se pure vi sembra strano, ciò mi rende felice come non lo sono mai stato. La mia storia iniziò tempo fa quando ad una festa, conobbi una ragazza che mi colpì a prima vista. Lei stava in compagnia di un ragazzo che, tuttavia, per me non rappresentava ostacolo visto il forte interesse che avevo per lei.

 

Fu una serata meravigliosa, tra balli scatenati e frequenti attenzioni, a volte volutamente provocati.   Era così bella che ne rimasi incantato profondamente.

 

 

 

 

 

 

 

Non riuscivo a dimenticare la sua presenza e con la fantasia le ero sempre vicino come un bambino indifeso di fronte a uno spettacolo difficile da sostenere. Pensai: "Non ce ne sono altre belle come lei; niente mi potrà fermare, la voglio a tutti i costi, altrimenti che uomo sono?".

 

 

Vederla, e stato come un fulmine che mi aveva squarciato il cuore... Il tempo volò e giunse il momento di salutarci. Di nascosto ci fissammo un appuntamento. Tornai a casa e me ne andai a dormire. Ciò che provavo era più forte di me. Non sapevo che gesto fare; lei mi era entrata dentro e la mia mente impazziva fantasticando cose indescrivibili, meravigliose e quasi prive di confini.

 

 

 

 

 

 

 

Quella notte non potei dormire. Anche se avessi sbattuto la testa contro il muro non sarei mai riuscito a dimenticarla. Languivo nel dormiveglia, felice per le emozioni che per la prima volta nella mia vita stavo provando. Il mat­tino dopo mi alzai e, malfermo sulle gambe, raggiunsi il bagno e mi buttai sotto la doccia fredda.

 

 

Dapprima mi pareva ancora di sognare finche, dopo uno scossone, mi svegliai. Lei era ancora lì, con me. Mi guardava e sorrideva. Anch'io la guardai e le dissi: "Che vuoi da me? Hai visto che notte mi hai fatto passare! Ricordati, comunque, che ora sei mia e nessun altro potrà più averti!

 

 

 

 

 

 

 

 

Non dovevo essere poi tanto sveglio se parlavo da solo... Ci incontrammo più volte e trascorremmo dei momenti molto belli pieni di luce e di calore. Qualcosa ci attraeva e ci riempiva di voglia di conoscerci sempre più profondamente per cogliere il confine che c'era tra la semplice attrazione e il vero amore.

 

Ad essere sincero, devo ammettere che sono tutt'ora innamorato di lei o chissà, forse di un qualcosa che ho sempre sognato e desiderato vivere.

Da un po' lei se n'è andata in vacanza al suo paese di origine in un'isola tra le più belle, piena di colori e di frutta, in un mare di acqua limpida che il vento schizza sugli scogli inondandoli di profumo.

 

Ora, ogni giorno mi manca sempre di più: non ho mai desiderato una ragazza quanto ho desiderato e sto desiderando lei. La sento mia e voglio viverla integralmente. Spesso sono stato tentato di raggiungerla. Sentivo dentro la voglia di stringerla al mio petto accarezzandole le labbra dolci e tenere.

 

 

 

 

 

 


Ogni volta che lei si era abbandonata a godere l'amore mi aveva portato a vivere sensazioni veramente grandi ed indescrivibili. Come potrei non desiderarla, lei che mi ha donato anche la sua anima? E di notte ho sete del profumo della sua pelle...

 

Solo un suo sguardo, un suo movimento mi eccitano e mi fanno scoppiare il cuore.

 

 

Lei è una vera donna ricca di eleganza e femminilità e nel fare l'amore ha la classe e quel tanto di istintività animale che mi eccitano tanto. Quel­lo che ho sempre sognato di vivere ora è la realtà!

 

L'altro giorno ho visto per la prima volta suo padre. Non gli ho parlato ma certo non avrei paura a chiedergli sua figlia. Alla stazione, come me, c'erano altri ragazzi che si erano ritrovati per salutare lei e l'amica con la quale partiva per le tre settimane di vacanza. Non avrei mai pensato che mi sarebbe mancata tanto!

 

 

 

 

 

 


La prima settimana mi telefonò quasi tutte le sere. Ora sono quattro giorni che non la sento ed è duro non poter ascoltare la sua voce.

 

Ho paura di averla persa... Mi sembra di impazzire solo all'idea che ciò possa accadere.

 

 

È  come se il tempo si fosse fermato e la mia mente lavora ammazzandomi e riempiendomi delle più disperate emozioni. Temevo che per lei fosse solo un gioco e, per un po', la odiai. Sentivo un nodo allo stomaco che non riuscivo a mandar giù. Alla notte non riuscivo a dormire; ce l'avevo dentro di me, fissa come un chiodo.

 

A volte ho cercato di comprendere le difficoltà che lei stava incontrando. Era partita con pochi soldi e se mi telefonava tutte le sere forse non le sarebbero bastati per tutto quanto era necessario...   Allora la sentivo vicina e le volevo molto bene.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ad un certo punto mi sono chiesto il perché pensavo così tanto e non mi abbandonavo invece a vivere il sentimento che provavo per lei. Così, da allora la sentii entrare sempre di più dentro al mio cuore e riempirmi di momenti sereni e ricchi di emozioni come se mi fosse vicina. Le parlavo anche durante il lavoro e le mostravo quel luogo dove tutti eravamo simili a oggetti privi di significato.  Numeri.

 

 

Quella sera mi chiamò. Parlammo per poco e la sentii molto lontana. Stetti male e mentre andavo a letto mi venne voglia di piangere. Me ne stavo sdraiato non sapendo più che cosa fare, tutto mi stava crollando addosso.

 

Ma dove è andato l'amore? Ascoltai un po' di musica e mi trovai per caso in un mondo di sogno, "il sogno fantastico dell'amore".

 

Ero con lei, in un posto sconosciuto e giocavamo a nascondino con altre persone. Sentivo contare e allora scappai in fretta. Lei mi seguì prendendomi per mano.

Cercammo qui e là finché trovammo un posticino che ci piacque molto. Era un cantuccio in mezzo a dei rami secchi tra i quali passavano la luce e le fantasticherie della luna piena.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi prendemmo posto e rimanemmo per un poco lì, accoccolati, con la testa appoggiata sulle spalle l'una dell'altro; le guance vicine a scambiarsi del calore. Eravamo come due pulcini appena usciti dall'uovo con le piume ancora bagnate. Erano momenti meravigliosi che avevamo paura di spezzare.

 

Dopo un po' i nostri occhi si alzarono e nel guardarci ci sentivamo penetrare sempre di più ed aprire le porte che racchiudono i nostri segreti. Nel sentire lei così

 

vicina provai delle emozioni che fecero pulsare tutto il mio corpo al ritmo di un cuore impazzito e bizzarro.

 

La sentivo sempre più parte di me e mi arricchivo di gioia. Le nostre labbra si sfiorarono con molta delicatezza giocando per un po'. Sentivo scorrere brividi a fior di pelle. Baciandoci sentivamo crescere sempre di più in noi la voglia di donarci completamente.

 

Ci guardammo negli occhi eccitando ogni parte del corpo. Le mani scorrevano a fior di pelle con la pressione di una piuma e sentivamo il calore invaderci sempre più profondamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Le dita delle sue mani, mi trasmettevano sensazioni senza fine e con gli occhi brillanti di tenerezza e pieni di voglia di fare l'amore lei si stese dolcemente a terra. Esprimeva con lo sguar­do la voglia di donarsi totalmente, nel corpo e nella mente.

 

L'ammirai, mi lasciai prendere da quel momento tanto desiderato e baciai ogni parte del suo corpo. Iniziai dalla punta dei piedi che mi appassionavano molto.

 

 

Li lasciavo scivolare tra le labbra vivendo la delicatezza della sua pelle. Tutto ciò la stimolava pazzamente e si eccitava sempre più.

 

Poi, salii su, pian piano, lungo le caviglie, poi ai polpacci, sotto le ginocchia e su ancora le accarezzai le cosce e i glutei. Poi i fianchi, il ventre ed il seno meraviglioso.

 

Mi piaceva giocare con la delicatezza dei capezzoli che diventavano sempre più duri, come il marmo. Le accarezzai e baciai con passione le spalle, il collo, l'incantevole nasino ed ogni altra parte del suo volto.

 

 

 

 

 

 

 


Anch'io mi stavo eccitando sempre di più. Godevo il piacere di sentire le mie labbra su di lei soffermarsi nei punti più delicati e sensibili. Poi assaporai il profumo ed ammirai la meravigliosa bellezza e i colori del suo fiore. Dopo averla baciata teneramente più volte scattò in me la cosiddetta arte di far l'amore, e improvvisai innumerevoli giochi fantasiosi.

 

 

Il suo corpo iniziò a pulsare lasciandosi trasportare dal piacere dell'eccitazione che stava vivendo.   Erano momenti veramente indescrivibili. Una parte della mia bocca si trasformò in un'ape imbizzarrita e piena di vita che si inolt­rò nel fiore per succhiarne il nettare e scoprire la delicatezza dei suoi punti più ricchi di polline.

 

Dopo qualche attimo di grande eccitazione uscì dalle sue labbra un urlo di piacere per la gioia di aver raggiunto il settimo cielo.

 

Fu un momento bellissimo quando, sorridendo, mi sussurrò: "Tesoro, questa è la prima volta che provo tanto piacere. Ti voglio molto bene e desidero donarti tutto di me stessa. Strin­gimi forte...   Senza di te non resisterei. Ogni attimo ti sento scorrere dentro di me.

 

Voglio tutto di te! Stammi sempre vicino... Noi due assieme potremmo costruire una nuova vita.   Ho voglia di vivere con te. Sei ciò che ho sempre desiderato. Tesoro, tu ora sei mio!". E con un sorriso scherzoso, ma pieno di verità, mi sussurrò: "Attento che ora sono molto gelosa di te!".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Con un sorriso luminoso lasciò scorrere alcune lacrime sulle guance, come gocce di rugiada sul vetro di una finestra al sorgere del sole. "Anch'io, tesoro, ti amo molto. Vorrei incorniciare tutto il tuo corpo e la tua mente di frasi ricche di calore per il bene che ti voglio. Ma ora stringimi, viviamo questo momento privo di spazio... Anche tu per me sei ciò che ho sempre sognato".

 

È davvero meraviglioso sentirsi amati, desiderati, provare le emozioni, frutto di ciò che

 

regna e nasce dal cuore. Ed è giusto abbandonarci a viverle. Vorrei tanto che tali stupende sensazioni diventassero con lei realtà!

 

Con questa storia, ho apprezzato la bellezza nell’abbandonarmi ad ascoltare e vivere la voce del cuore, che Dio ha saputo darmi.

 

 

 

 

 

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