Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Confidenze

 

 

 

…HO ACCETTATO DI PERDERE

 

 

 

 

 

Accettare di perdere non significa farsi pestare sotto i piedi. È bensì la presa di co­scienza di una situazione che consente di mutare la forma di orgoglio che avvelena la nostra vita e ci atterra in continuazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


A volte ci sentiamo combattuti dall'aggressivit­à, non ci salutiamo tra conoscenti o addirittura ci trattiamo con cattiveria. Soffermiamoci, per un attimo, a pensare a cosa porta tutto questo.

 

Magari sentiamo molta aggressività repressa in noi e non la vogliamo esprimere per paura di venire rifiutati da chi ci sta attorno come quan­do, da bambini, temevano di non essere accettati da nostra madre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Una persona che conserva in sé la paura di essere abbandonata continuamente afflitta dall'angosc­ia di sentirsi è come sola c se la vita non avesse più valore e sprofondasse nel burrone più profondo che la sua immaginazione possa concepire, chiedendosi mille perché sui valori della vita e il perché della sua nascita della quale non ha mai apprezzato il valore.

 

In tali persone l'amore non è forza viva bensì sola forza di sopravvivenza.

 

Può essere capitato che quel bambino un giorno abbia sorriso con la volontà di donare amore alla madre e sia stato contraccambiato solo con un succhiotto zuccherato messogli tra le labbra bagnate di lacrime amare: "Mamma, stringimi, io ti voglio bene, ho bisogno del tuo sorriso

e delle tue carezze, stringimi forte al cuore, cullami. Mamma, ti prego non lasciarmi solo..."

 

Poco a poco si è trasformato in un bambino triste, privo di sorriso, sempre più chiuso in se stesso, con la difficoltà cre­scente di donare amore. La vita lo ha colpito nella sua prima manifestazione affettiva e tutt'ora non riesce a vivere amore né felicità, ma ha in sé radicata, la paura di essere abbandonato che sente sempre più forte e si trasforma in angoscia, distruggendo i primi momenti della sua vita. Forse tutto il suo futuro!

 

Poi, a livello inconscio, nascono in lui il desiderio e la paura di ritrovare "sua madre" con ripercussioni nella sfera sensuale che lui manifesta nell'"ar­te di far l'amore". Questo suo falso donarsi, ha come fine quello di essere accettato, per compensare il vuoto inconscio che lo tormenta e che gli toglie ogni senso e gioia di vivere. Un vuoto che si esprime anche nel suo bramoso attaccamento alle cose materiali: non getta via niente, conserva anche le cose più insignificanti ed inutili nell'inconsc­io tentativo di legarsi a qualcosa in modo sicuro e definitivo.

 

Per lui è come ritrovare sé stesso nel punto in cui la madre lo ha lasciato. In questo stadio anche l'affettuosi­tà che è qualcosa di sublime, si trasforma in oggetto. E lo stesso accade per la persona che in questi momenti lui afferma e crede d'amar­e. In realtà gli è difficile amare, perché la mamma gli ha impedito di conoscere l'amor­e, quello innocente e sincero.

 

Cari lettori, se anche in voi alberga una tale situazione, vorrei farvi capire che è giunto il momento di dire basta, è giun­to il momento di svuotare la vostra casa ed il vostro cuore per riempirli di nuove cose, spezzando le catene che vi legano all'infanzi­a. Certo, è vero che è facile dirlo ma meno facile farlo, ma è anche vero che se mai inizierete, mai riuscirete ad apprezzare i benefici. Molto di ciò che viviamo è legato alla sofferenza e all'amo­re non vissuto, perché il non esserci sentiti amati da bambini fa nascere la disistima e la svalutazione di noi stessi: se mia madre non mi ama, significa che non lo merito perché non valgo niente e perché sono cattivo.

 

 

 

 

 

 


E anche nella vita adulta questa errata concessione della nostra persona continuerà ad essere alla base delle nostre scelte e di tutto ciò che facciamo, influenzandone i risultati. Può esprimersi in modi diversi: in una eccessiva competitività, o nel tentativo di primeggiare sempre, o nei fallimenti più assoluti, ma all'origi­ne troveremo sempre una causa comune: la mancanza... di coccole!

 

Analizzando profondamente e sotto l'aspetto emotivo il problema, scopriremo che gran parte della nostra vita è condizionata dal credo inconscio della nostra incapacità nel guardare l'amore di nostra madre, quindi, è la nostra fantasia a giocare la parte principale in questo terribile gioco. Po­tremo eliminare le nostre ansie solo riportando a livello cosciente i vissuti di abbandono che abbiamo dimenticato per autodifesa estrema e, rivivendoli, capire il meccanismo fantasmatico che ci condiziona.

 

Questo processo sarà la via verso la libertà che ci permetterà di veder rifiorire in noi la voglia di vivere e di amare profondamente senza più la paura di essere abbandonati perché già stiamo bene con noi stessi. Ci sentiremo maturi e scorrerà nel nostro corpo la voglia di apprezzare la vita che si rivelerà in tutto il suo splendore e ricchezza. Nascerà il desiderio di vivere l'amore, l'amore sincero che non scambieremo più col bisogno di riempire un vuoto interiore per avere sicurezza.

 

Non cercheremo più carezze e sorrisi solo per sentirci accettati, ma vivremo pienamente tutte le sensazioni e le emozioni che la vita offre. Lentamente, si scioglierà l'aggressivi­tà vissuta, subita e a lungo conservata per paura di esprimerla, nel ricordo di un lontano giorno in cui, per la prima volta, abbiamo iniziato a sentirla. Questa paura ha accecato i miei occhi, quanta luce non ho visto, quanto amore non ho vissuto e quanto ho sofferto! Ma ora mi sono stufato di essere una larva umana, di stare nascosto dentro i tronchi di alberi secchi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Non voglio più restare prigioniero nelle buie trincee che nella primissima infanzia, mi sono costruito per proteggere la mia vita dai mille bombardamenti della non accettazione. Basta! Sono stanco di essere bambino e di cercare ovunque mia madre. Ciao madre mia, ti perdono per quello che non mi hai dato e ti lascio per sempre. È giunto anche per me il momento di accettare la morte della mia "mamma fantasmatica" e di iniziare un lavoro che mi aiuti a svalorizzare l'assur­do orgoglio che dava senso alla mia vita. È giunto il momento che io accetti di non voler essere sempre il primo, quello che sempre sapeva una pagina più del libro, nell'illusio­ne di esorcizzare le repressioni che non hanno consentito fin'ora di apprezzare  e di vivere la mia vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Desidero aprire tutte le porte barricate, verso la gente, offrendo a tutti il sorriso e la mano che assurdamente ho sem­pre tenuto nascosta per paura che mi fosse portata via. Avevo sempre paura che mi trattassero da bambino,

affermavo con tutta la mia energia che anch'io ero diventato grande, forse perché, inconsciamente, non volevo rivivere la mia rovina. Mi sentivo rinchiuso in un campo di concentramento dove mi era impedito di ap­prezzare la libertà espres­siva. Ero una persona adulta, certo, ma solo come fatto fisico: Dentro di me ero ancora un bambino incatenato alla primissima infanzia, pieno di paure e di lotte in difesa della mia sopravvivenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quante volte ho perso! Ma ora è giunto il momento che anch'io prenda coscienza della mia crescita ed accetti di iniziare a camminare da solo senza timore di venir più abbandonato. Adesso, comprendendo tutto questo, capisco anche il perché di certi comportamenti che prima mi parevano giusti ed intoccabili ed ora perdono gran parte del loro valore e rigidità diventando più malleabili, prendendo, infine, sempre come l'acqua, la forma del recipiente che li contiene.

 

È  importante lasciarsi andare a vivere le sensazioni e le emozioni che la vita ci presenta con più predisposizione ed elasticità mentale, ed è importante vivere l'amore così com'è con semplicità.

 

Questo mi riporta al valore che assume il "saper perdere" per consentirci di acquistare il vero senso della vita ed apprezzarne ogni particolare. Solo sapendo perdere, vedremo apparire nuovi spazi, nuovi confini che col tempo si estenderanno al di là della linea del tramonto e dell'orizzont­e. Ora, sta iniziando la nuova storia dove tutto è raccontato con più semplicità.

 

Oltre questi discorsi che possono sembrare ingenui, c'è la coscienza di una crescita prima inimmaginabile. Per questo è bene lasciarsi andare a riflettere un po’ di più sul nostro comportamento e sul nostro sentire profondo; perché è molto più importante vivere che imporsi di vivere. Succederà allora, quasi per caso, che tutte le opinioni si trasformeranno in nuove convinzioni e quello che abbiamo ora, domani non ci servirà più, perché un nuovo giorno sarà sorto e la misura del tempo sarà solo l'oggi.

 

Mi vengono in mente, come in un sogno, le volte in cui si è "stati buoni" solo per riuscire a farci accettare dagli altri e le scelte mosse solo dalla spinta di voler essere diversi, l'illusio­ne di saper attrarre ogni donna... Quante volte ricadiamo nel nostro status infantile e ci illudiamo di essere diventati grandi, mentre stiamo solo vivendo un mondo di compensatoria superiorità. Ragazzi, è giunto il momento di guardarci attorno un po' di più e di prendere coscienza dei nostri

limiti; solo così un giorno potremo accettare coscientemente di perdere. E quel giorno sarà l'inizio di una nuova strada che ci condurrà a vivere nella città che abbiamo sognato fin da piccoli.

 

Ecco una delle ragioni per cui ho accettato di rivedere tutta la mia vita prendendo coscienza che è giusto ammettere i miei errori e possa riscattarli per integrare, sempre di più, la mia personalità. Questo scritto non è esaustivo, ma contiene l'auspic­io che ognuno di noi possa, per un attimo, riflettere in profondità. Se queste riflessioni susciteranno la vostra curiosità... ci risentiamo!.

 

 

 

 

 

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