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Accettare di perdere non
significa farsi pestare sotto i piedi. È bensì la presa di coscienza di una
situazione che consente di mutare la forma di orgoglio che avvelena la nostra
vita e ci atterra in continuazione.
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A volte ci sentiamo
combattuti dall'aggressività, non ci salutiamo tra conoscenti o
addirittura ci trattiamo con cattiveria. Soffermiamoci, per un attimo, a
pensare a cosa porta tutto questo.
Magari sentiamo molta
aggressività repressa in noi e non la vogliamo esprimere per paura di
venire rifiutati da chi ci sta attorno come quando, da bambini, temevano
di non essere accettati da nostra madre.
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Una persona che conserva in
sé la paura di essere abbandonata continuamente afflitta dall'angoscia di
sentirsi è come sola c se la vita non avesse più valore e sprofondasse nel
burrone più profondo che la sua immaginazione possa concepire, chiedendosi
mille perché sui valori della vita e il perché della sua nascita della
quale non ha mai apprezzato il valore.
In tali persone l'amore non è
forza viva bensì sola forza di sopravvivenza.
Può essere capitato che quel
bambino un giorno abbia sorriso con la volontà di donare amore alla madre e
sia stato contraccambiato solo con un succhiotto zuccherato messogli tra le
labbra bagnate di lacrime amare: "Mamma, stringimi, io ti voglio bene,
ho bisogno del tuo sorriso
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e delle tue carezze, stringimi
forte al cuore, cullami. Mamma, ti prego non lasciarmi solo..."
Poco a poco si è trasformato in
un bambino triste, privo di sorriso, sempre più chiuso in se stesso, con la
difficoltà crescente di donare amore. La vita lo ha colpito nella sua prima
manifestazione affettiva e tutt'ora non riesce a vivere amore né felicità, ma
ha in sé radicata, la paura di essere abbandonato che sente sempre più forte
e si trasforma in angoscia, distruggendo i primi momenti della sua vita.
Forse tutto il suo futuro!
Poi, a livello inconscio,
nascono in lui il desiderio e la paura di ritrovare "sua madre" con
ripercussioni nella sfera sensuale che lui manifesta nell'"arte di
far l'amore". Questo suo falso donarsi, ha come fine quello di
essere accettato, per compensare il vuoto inconscio che lo tormenta e che gli
toglie ogni senso e gioia di vivere. Un vuoto che si esprime anche nel suo
bramoso attaccamento alle cose materiali: non getta via niente, conserva
anche le cose più insignificanti ed inutili nell'inconscio tentativo di
legarsi a qualcosa in modo sicuro e definitivo.
Per lui è come ritrovare sé
stesso nel punto in cui la madre lo ha lasciato. In questo stadio anche
l'affettuosità che è qualcosa di sublime, si trasforma in oggetto. E lo
stesso accade per la persona che in questi momenti lui afferma e crede d'amare.
In realtà gli è difficile amare, perché la mamma gli ha impedito di conoscere
l'amore, quello innocente e sincero.
Cari lettori, se anche in voi
alberga una tale situazione, vorrei farvi capire che è giunto il momento di
dire basta, è giunto il momento di svuotare la vostra casa ed il vostro
cuore per riempirli di nuove cose, spezzando le catene che vi legano
all'infanzia. Certo, è vero che è facile dirlo ma meno facile farlo, ma è
anche vero che se mai inizierete, mai riuscirete ad apprezzare i benefici.
Molto di ciò che viviamo è legato alla sofferenza e all'amore non vissuto,
perché il non esserci sentiti amati da bambini fa nascere la disistima e la
svalutazione di noi stessi: se mia madre non mi ama, significa che non lo
merito perché non valgo niente e perché sono cattivo.
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E anche nella vita adulta
questa errata concessione della nostra persona continuerà ad essere alla
base delle nostre scelte e di tutto ciò che facciamo, influenzandone i
risultati. Può esprimersi in modi diversi: in una eccessiva competitività,
o nel tentativo di primeggiare sempre, o nei fallimenti più assoluti, ma
all'origine troveremo sempre una causa comune: la mancanza... di coccole!
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Analizzando profondamente e
sotto l'aspetto emotivo il problema, scopriremo che gran parte della nostra
vita è condizionata dal credo inconscio della nostra incapacità nel guardare
l'amore di nostra madre, quindi, è la nostra fantasia a giocare la parte
principale in questo terribile gioco. Potremo eliminare le nostre ansie solo
riportando a livello cosciente i vissuti di abbandono che abbiamo dimenticato
per autodifesa estrema e, rivivendoli, capire il meccanismo fantasmatico che
ci condiziona.
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Questo processo sarà la via
verso la libertà che ci permetterà di veder rifiorire in noi la voglia di
vivere e di amare profondamente senza più la paura di essere abbandonati
perché già stiamo bene con noi stessi. Ci sentiremo maturi e scorrerà nel
nostro corpo la voglia di apprezzare la vita che si rivelerà in tutto il
suo splendore e ricchezza. Nascerà il desiderio di vivere l'amore, l'amore
sincero che non scambieremo più col bisogno di riempire un vuoto interiore
per avere sicurezza.
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Non cercheremo più carezze e
sorrisi solo per sentirci accettati, ma vivremo pienamente tutte le
sensazioni e le emozioni che la vita offre. Lentamente, si scioglierà
l'aggressività vissuta, subita e a lungo conservata per paura di esprimerla,
nel ricordo di un lontano giorno in cui, per la prima volta, abbiamo iniziato
a sentirla. Questa paura ha accecato i miei occhi, quanta luce non ho visto,
quanto amore non ho vissuto e quanto ho sofferto! Ma ora mi sono stufato di
essere una larva umana, di stare nascosto dentro i tronchi di alberi secchi.
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Non voglio più restare
prigioniero nelle buie trincee che nella primissima infanzia, mi sono
costruito per proteggere la mia vita dai mille bombardamenti della non
accettazione. Basta! Sono stanco di essere bambino e di cercare ovunque mia
madre. Ciao madre mia, ti perdono per quello che non mi hai dato e ti
lascio per sempre. È giunto anche per me il momento di accettare la morte
della mia "mamma fantasmatica" e di iniziare un lavoro che mi
aiuti a svalorizzare l'assurdo orgoglio che dava senso alla mia vita. È
giunto il momento che io accetti di non voler essere sempre il primo,
quello che sempre sapeva una pagina più del libro, nell'illusione di
esorcizzare le repressioni che non hanno consentito fin'ora di
apprezzare e di vivere la mia vita.
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Desidero aprire tutte le
porte barricate, verso la gente, offrendo a tutti il sorriso e la mano che
assurdamente ho sempre tenuto nascosta per paura che mi fosse portata via.
Avevo sempre paura che mi trattassero da bambino,
affermavo con tutta la mia
energia che anch'io ero diventato grande, forse perché, inconsciamente, non
volevo rivivere la mia rovina. Mi sentivo rinchiuso in un campo di
concentramento dove mi era impedito di apprezzare la libertà espressiva.
Ero una persona adulta, certo, ma solo come fatto fisico: Dentro di me ero
ancora un bambino incatenato alla primissima infanzia, pieno di paure e di
lotte in difesa della mia sopravvivenza.
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Quante volte ho perso! Ma ora
è giunto il momento che anch'io prenda coscienza della mia crescita ed accetti
di iniziare a camminare da solo senza timore di venir più abbandonato.
Adesso, comprendendo tutto questo, capisco anche il perché di certi
comportamenti che prima mi parevano giusti ed intoccabili ed ora perdono
gran parte del loro valore e rigidità diventando più malleabili, prendendo,
infine, sempre come l'acqua, la forma del recipiente che li contiene.
È importante lasciarsi andare a vivere le sensazioni e le
emozioni che la vita ci presenta con più predisposizione ed elasticità
mentale, ed è importante vivere l'amore così com'è con semplicità.
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Questo mi riporta al valore
che assume il "saper perdere" per consentirci di acquistare il
vero senso della vita ed apprezzarne ogni particolare. Solo sapendo
perdere, vedremo apparire nuovi spazi, nuovi confini che col tempo si
estenderanno al di là della linea del tramonto e dell'orizzonte. Ora, sta
iniziando la nuova storia dove tutto è raccontato con più semplicità.
Oltre questi discorsi che
possono sembrare ingenui, c'è la coscienza di una crescita prima
inimmaginabile. Per questo è bene lasciarsi andare a riflettere un po’ di
più sul nostro comportamento e sul nostro sentire profondo; perché è molto
più importante vivere che imporsi di vivere. Succederà allora, quasi per
caso, che tutte le opinioni si trasformeranno in nuove convinzioni e quello
che abbiamo ora, domani non ci servirà più, perché un nuovo giorno sarà
sorto e la misura del tempo sarà solo l'oggi.
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Mi vengono in mente, come in
un sogno, le volte in cui si è "stati buoni" solo per riuscire a
farci accettare dagli altri e le scelte mosse solo dalla spinta di voler
essere diversi, l'illusione di saper attrarre ogni donna... Quante volte
ricadiamo nel nostro status infantile e ci illudiamo di essere diventati
grandi, mentre stiamo solo vivendo un mondo di compensatoria superiorità.
Ragazzi, è giunto il momento di guardarci attorno un po' di più e di
prendere coscienza dei nostri
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limiti; solo così un giorno
potremo accettare coscientemente di perdere. E quel giorno sarà l'inizio di
una nuova strada che ci condurrà a vivere nella città che abbiamo sognato fin
da piccoli.
Ecco una delle ragioni per cui
ho accettato di rivedere tutta la mia vita prendendo coscienza che è giusto
ammettere i miei errori e possa riscattarli per integrare, sempre di più, la
mia personalità. Questo scritto non è esaustivo, ma contiene l'auspicio che
ognuno di noi possa, per un attimo, riflettere in profondità. Se queste
riflessioni susciteranno la vostra curiosità... ci risentiamo!.
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