Centro Naturalista Italiano

 

 

 

PANAKEIA

 

 

 

Confidenze

 

 

 

 

… TUTTO A POSTO … FORSE!

 

 

 

 

Un mese fa, inaspettatamente venne a trovarmi una carissima amica. Entrò e si sedette sulla poltrona, vicino al calore del fuoco nel caminetto. "Sono venuta a chiederti, di non cercarmi più.  Quando sento la tua voce, sto male per tutta la giornata, perciò ti prego di non chiamarmi più".

 

Inizialmente, accettai con un sorriso queste sue parole. Come niente fosse successo. Ma il bello si manifestò nei giorni seguenti. Sto ancora vivendo momenti di crisi pazzesca. Spesse volte la vorrei chiamare. Non lo faccio solo per rispettare il suo desiderio di star sola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'amore è una cosa brutta, quando c'è conflitto dentro di noi. Il guaio è che è difficile star da soli, ed è per questo che non sono per niente tranquillo. Durante la giornata, lei, mi frulla costantemente in testa. Viaggia su e giù per il cervello come una randagia, senza fermarsi. Neanche di notte sta ferma: mi sveglia, mi tormenta, si diverte a farmi sognare cose strane e particolari, riguardo all'amore. E poi ride..., brava...

 

Solitamente non si presenta in prima persona ed appare sotto le sembianze di donna pazzamente innamorata. Raramente appare con il suo vero volto. Quando lo fa, si diverte a riportarmi alla mente tutti gli errori che ho commesso, rimproverandomi e facendomi sentire come un pezzente. In quei momenti il cuore batte forte e la respirazione diventa affannosa facendomi sentire misero ed indifeso come un bambino che implora pietà, chiedendo scusa per quello che ha fatto, promettendo che non lo farà più. "Ti prego, ritorna, sarò ubbidiente e buono...".

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sono cosciente che l'amore non è tutto... quando la mente è vuota, sto bene. Ma quando il pensiero mi tormenta, il mondo mi crolla addosso e tutto va a farsi friggere.

 

Più volte nella giornata, mi siedo sulla poltrona vicino al fuoco, ad ascoltarmi tentando di partorire qualche decisione sul da farsi, al fine di poter superare questo tremendo dolore.

Vista dall'esterno, la soluzione potrebbe sembrare facile. Ma vissuta in prima persona, la trovi difficile, come se fosse un grosso scoglio, lei sta lì, e ti guarda come per dirti: "smettila di farti del male, cerca di accettare la realtà della vita. Non devi chiedere niente, ma vivere nella semplicità.

 

Non cercare di riempire quel­lo spazio che non ti soddisfa, altrimenti ricadi nell'illusio­ne del finto pieno, pensando di aver risolto tutto ed invece non hai fatto ancora niente.

 

Non correre a vanvera, ma fermati senza chiederti niente. Vedrai, che una volta superata la crisi, lentamente la tua mente sarà più pulita, perché non ha senso che continui a martirizzarti. Sono qui per invitarti a fermarti: lasciati coinvolgere dal nulla e vedrai che il sole tornerà a brillare ancora.

 

Forse attualmente non credi alle mie parole ed in parte hai anche ragione, perché ancora non mi conosci! Sono il respiro della tua anima; abbandonati e lasciati trasportare con fiducia, vedrai che potrà rinascere un bocciolo fiorito, che si illumina d'amore".

 

La fiducia non mi manca, ma nonostante ciò, per qualsiasi cosa negativa che mi appare alla mente, cerco sempre di trovare una scusa. Questo, per non sentire male e rivalorizzare la mia persona, creando l'illusione di essere nel giusto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse non credete a quanto tonto sono! Adesso che mi manca, ho scoperto l'acqua calda: le voglio bene! Eppure, affermare certe cose, ha solo il fine di voler piangere sopra il latte versato e non è nient'altro che un'ulteriore pretesto, per prendersi in giro. Tante cose belle si dicono, tutto per giustificare l'errore di non averlo pensato prima e magari si ha il coraggio di affermare che era impossibile. Sono certamente parole sante e prive di umiltà: ero sempre stato pronto a criticarla, senza concederle il tempo di

difendersi. Ma dove sta, il colore dell'amore, che tanto ho sventolato? Forse, è una falsa bandiera, che sventoliamo a seconda dei nostri comodi, pertanto, strappando il finto coraggio dai denti, diventa una grande buffonata...

 

Comunque, un'altra cosa è vera: quando si è in crisi, come in questo momento, viene voglia di sputarci in faccia anche se, valutando la parte perversa che sta dentro ognuno di noi, le cose non stanno proprio così. A tutti i costi, si cerca una soluzione per scuoterci dalle spalle, quel senso di ridicolo - altamente condizionato dal ricordo di altre storie vissute, magari negativamente - che ci dona la sensazione di essere persone prive di grin­ta.

 

Ed è per questo che devo costruirmi un nuovo mito e ridare senso alla vita. Ossia devo trovare una ragione plausibile, per la quale potermi sentire soddisfatto ed appagato. Spesse volte la mente dilaga per tentare di estraniarmi da quel muro cieco, che mi sta’ di fronte. Costi quel che costi lo devo distruggere, oppure devo trovare la forza per deviarlo in qualche maniera. Niente, mi deve fermare. È assurdo che continui a deformare la mia vita, per un amore perduto...

 

Sarò anche fatto male, però non ritengo giusto essere vittima di un qualcosa che ingiustamente ho perso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


D’accordo, ho sbagliato! Ma se non posso più farci nulla che senso ha che mi rammarichi ancora! Forse è meglio, che la lasci andar a farsi friggere a quel paese...

 

Devo rendermi convinto, che non ho per niente bisogno di lei, delle sue coccole, dei suoi sorrisi e del suo amore. Sono solo vittima di un gioco sporco e perverso della fantasia.

Di una sola cosa ho bisogno: di ricostruire fiducia in me stesso e non lasciarmi prendere per i fondelli dalle irrealtà, che la mia mente costante­mente partorisce.

 

 La mente è vigliacca, si diverte a farmela puzzare sotto il naso. Sarei favorevole che proclamasse sciopero, oppure che si prendesse qualche giorno di ferie, in modo da lasciarmi in pace. Ciò non mi dispiacerebbe per niente. Anzi ne sarei grato...

 

Diciamocela pure: che cos'è l'amore? Che cos'è tutta questa attrazione per una donna?

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Più volte mi sono convinto, che è solo un'elegante presa in giro. Ci imponiamo, di essere grandi (o meglio: uomini maturi) mentre in realtà siamo dei "luridi  bambini", in cerca di una carezza e dell'opportuni­tà di far l'amore, al fine di sentirci importanti, ma di fatto non lo siamo. Non è la prima volta che mi chiedo: che cos'è un uomo maturo? Solitamente, vengono date diverse immagini o definizioni, ma alla fine non so se veramente esista o se è solo un pretesto per sentirci grandi, superiori ai bambini e compensare la perdita della spontaneità, nella pretesa di aver acquisito maturità.

 

Se guardando la gente che ci circonda, ci chiedessimo che cos'è la maturità la risposta non sarebbe facile! Tanti significati vorremmo attribuire a questo nome che forse, alla fine non vogliono dire niente. Mentre la verità, nascosta dietro l'angolo, ci impone di dover mascherare la paura che si ha verso il veloce scorrere degli anni, ossia verso la morte...

 

 

 

 

 

 

 

 


Però detta anche a denti stret­ti, lei mi manca; mi manca molto anche se il mondo che mi circonda non è vuoto. Di donne come lei, ce ne sono tante. Ed in particolare di persone come me, il mondo è strapieno, pertanto non le sarà difficile trovarne uno migliore. Come è possibile constatare, le porte non sono chiuse ed in special modo le finestre, sono spalancate al vento. Perciò, ognuno di noi può fare i propri affari, senza dover pian­gere, sulle spalle di nessuno.

 

Pertanto, non intendo "basar banchi" o accendere candele, in suo onore, perché ritorni. Così come non intendo impegnarmi a dimostrarle di essere meglio, di quello che lei pensa. Certi assurdi comportamenti, mi farebbero sentire come un "coniglio", privo di pelo.

 

Ehi collega che stai leggendo, cosa ti sembra? "... TUTTO A POSTO ... FORSE!"

 

Niente vero!  E' tutta una grande buffonata. Certo, possono essere parole belle, sante, piene di miele, ma in definitiva prive di quel senso che consente di rimettere a posto le cose, o meglio ancora, di sistemare le emozioni che coinvolgono il battito del cuore.

 

Sotto la pelle, mi tormenta un silente terremoto e non so proprio dove possa manifestarsi. Forse può darsi, che per dispetto, mi castri, o forse è meglio che mi mangi un buona pastasciutta e poi vada a farmi una bella corsa a piedi nudi, o forse è meglio, che la mandi a farsi fare un giro alle giostre...

 

Confidenzialmente, ogni giorno ci filo dietro a questo dilemma, ma alla fine non arrivo a nessuna conclusione, neanche a tirarla per i capelli. Perciò devo convincermi, che con pazienza, dovrò sopportare il tempo che necessita all'estinguersi di questo "rospo". Pertanto dovrò impegnarmi a costruire un altro scopo nella vita, per consentirmi di riconquistare l'orgoglio perduto, altrimenti mi sarà difficile uscire da questo profondo cratere, dove la lava gorgoglia incandescente, bruciando ciò che trova.

 

Anche se spontaneamente non voglio cedere, devo darmi per vinto e mettermi a ricucire quella crepa, per poter rimarginare la ferita, che la sua man­canza ha generato e forse è più facile di quanto creda: basta solo che pensi che è andata a farsi un lungo viaggio e non so se ritornerà...

 

 

 

 

 

 

Spesse volte, parlare è facile, ma nonostante ciò, la verità non mi lascia in pace: con lei mi sentivo bene, si viaggiava sulla stessa frequenza d'onda, sia nel fare le cose, che nel pensarle. Mi stimolava il suo modo d'agire, il suo sorriso, il desiderio che aveva d'impegnar­si a vivere se stessa. In verità, non è che mi manchi solo lei come donna (ossia:

il suo corpo), mi manca il suo profumo, il profumo della sua pelle, che rispecchia il profumo dell'anima. Mi mancano le sue birbate...

 

Tendenzialmente, cercavo di darle il meglio, anche se ero un po' tirchio nel soddisfare le sue richieste di gioia e amore giustificando che non stavo bene con me stesso e che troppe cose condizionano la mia vita e questo era solo un elegante pretesto, per proteggere i miei errori e limiti.   Attualmente ciò che conta è il "qui ed ora" e non il costante rifugiarmi nel passato, per voler giustificare una storia finita.

 

Da una parte vorrei gridarle a viva voce: ti amo; da un'altr­a, preferisco rimanere in silenzio, usufruendo di questo prezioso momento, per mettermi in discussione. Sono stanco di commettere sempre gli stessi errori. Una volta tanto vorrei svegliarmi per poter vivere un rapporto, nel pieno rispetto.

 

Nonostante ciò, più volte mi chiedo se potrà ritornare. E se ritornasse, cosa troverà di me? Forse, una persona che ha perso il senso della vita. Oppure una persona diversa, di cui lei possa sentirsi appagata della scelta fatta. Se voglio essere sincero, la inviterei ad attendere un po' di tempo, per consentirle di ritrovare se stessa e nel frattempo mi consentirà di solidificare i nuovi punti di vista che ho maturato in seguito al dolore.

 

Con questo, non intendo canticchiare niente, sto solo proponendomi di volgere lo sguardo in una diversa proiezione, priva di spazi oscuri, ma che stimoli fiducia verso un caldo amore.

 

Detto tra noi, ciò che devo urgentemente fare, è rimboccarmi le maniche per spostare quella realtà che tende a mascherare i miei limiti, e con forza dire basta a tutte quelle pacchianate che attualmente mi sto creando. Perciò devo acquistarmi una nuova spazzola. Spolverare e patinarmi le scarpe, per mettermi a camminare verso la realtà della vita.

 

Ehi collega. Cosa ne pensi? "... TUTTO A POSTO ... FOR­SE!"

 

Ti chiedi, se posso farcela? Credo di sì, tutto dipende dalla voglia che scorre nel mio sangue, per mandare tutto a quel paese e pensare un po' di più alla mia serenità. Meno penso, meno l'amore mi manca...

 

 

 

 

 

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