Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Dialogo aperto

                                                                                                            Nota: il nome utilizzato è puramente occasionale

 

 

 

REALIZZARE UN SOGNO

 

 

 

 

 

Mi chiamo Roberta.

 

Sono signora da poco tempo. Ho ventidue anni, è appena sei mesi che sono sposata. Fino a questo momento sono felice del mio matrimonio con Nicola. Nicola mi ama molto e vorrebbe avere un figlio. Non lo so! Mi sento ancora giovane per avere un figlio anche se è un sogno che da piccola desideravo realizzare. Viviamo in una borgata alla periferia di una grande città. Io lavoro in una ditta come segretaria, ma desidererei vivere, per qualche tempo, una vita libera non legata a niente, divertirmi senza pensare che, magari dalla suocera o dalla mamma, c'è mio figlio che piange perché vuole la mamma. Da giovane non ho giocato molto con le mie amiche, ero sempre a studiare per esser promossa, e per non essere sgridata dai miei genitori i quali con difficoltà mi lasciavano uscire con i miei amici a divertirmi un po’. Se alle volte uscivo lo facevo di nascosto o raccontandogli una bugia. Voglio molto bene a Nicola, ma non posso pensare di diventare schiava di ciò che, in questo momento, sento prematuro per me. Nella borgata in cui viviamo, non abbiamo molti amici, se non qualche vicino di casa, ci sono altre ragazze giovani come me sposate che non pensano per niente ad un figlio, alla sera vanno a ballare, si divertono. 

 

A Nicola do’ il massimo del mio amore, sia fisico che mentale, ma lui dice che è stanco di questa vita insipida e vorrebbe un figlio per giocare insieme. Gli amici non gli interessano, dice che ne può fare a meno! Fuma, è appassionato della macchina, è sempre lì che la lucida, alle volte è come se io non ci fossi! Con questo non voglio dire che lui mi ama solo quando gli fa comodo, anche se mi piacerebbe sentirlo un po’ più vicino, per parlare, scambiandosi impressioni sulla nostra vita, sia di questo momento, che del nostro futuro. Non mi è così semplice! Lui parla poco, alla sera si siede di fronte alla televisione e alla volte si addormenta.

 

Non vuole che io vada a trovare qualche mia amica, la prende come se lo volessi lasciar da solo.    Dice che è stanco, vuole vivere a modo suo, e con chi vuole lui.

 

È da poco che sono sposata, e per vari motivi  non mi è semplice accettare un figlio! Ho paura di legarmi a qualcosa che in questo momento non sono pronta a vivere.

 

Sarei grata, fin d'ora, di una sua risposta, per sentire il parere di una persona a me amica, anche se personalmente non la conosco. Grazie.

 

 

 

 

Signora Roberta, avere un figlio subito, più tardi o mai? È una questione che diverse donne si pongono. Il caso suo è ancora più particolare visto come ha trascorso la sua vita prima del matrimonio. Al giorno d'oggi siamo presi da grida d'allar­me sulla crescita zero in Italia, la chiesa ci invita ad avere figli; mamme, nonne e zie chiedono bambini da coccolare e viziare ...­

Alle volte c'è da chiedersi, se è proprio vero che tutte le donne devono avere un figlio!? Credo che la maternità debba essere una scelta razionale, condivisa.

 

A parte il concetto di maternità che ogni don­na può avere, bisogna anche prendere in considerazione della individuale capacità affettiva: un bambino ha bisogno, di protezione e di un'insie­me di cure che solo l'amore vero può offrirgli. Inol­tre ha bisogno di vivere in un ambiente sereno, disponibile alle sue esigenze di bambino. Non tutti i momenti della nostra vita sono favorevoli ad una disponibilità coerente con queste particolari  necessità o richieste. A questo punto è giusto mettere al

mondo un figlio? E la maternità è vera­mente una scelta razionale?

 

Diversi di noi sono cresciuti con la convinzione che per una donna sia normale sposarsi e avere dei bambini. Più volte così fanno le donne, cercando di essere, nel loro meglio, delle buoni madri.

 

Molte, forse troppe, sono madri solo per tradizione: una donna si sposa con quel fine, altrimenti decade il senso del matrimonio. Non è il loro istinto materno che le porta ad avere dei figli!

 

Roberta, è importante che lei sappia ascoltare la voce del suo cuore, diversamente può vivere il concetto boomerang che ricadrà su sé stessa con le relative conseguenze di una vita vissuta nel dominio degli altri e non come lei desidera.

 

 

 

 

 


C'è uno altro fatto importante da valutare: se è vero che nel suo profondo esiste il desiderio di essere madre. La cosa fondamentale da verificare è se ora si sente pro­nta per avere un figlio, o se, nonostante ciò, questo non è il momento di esserlo, ma necessita una ri­strutturazione profonda del suo essere donna, convinta che non intende soffocare le sue predisposizioni di madre, bensì rinnovarle ed esserne ­

cosciente. Inoltre, è giusto essere consapevole che tale ritardo può creare un senso di vuoto, per un inappagato desiderio.

 

A questo punto resta l'enigm­a: essere o non essere madre? È una scelta non sempre facile: per quanto si possano a­scoltare i consigli delle persone che stimiamo, alla fine dev'esse­re una scelta nostra che nasce dal profondo.

 

Roberta, realizzare un sogno non sempre è facile, questa è l’eterna sfida dell’uomo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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