Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Dialogo aperto

                                                                                                            Nota: il nome utilizzato è puramente occasionale

 

 

 

DOPO MANGIATO

MI VIEN MAL DI TESTA

 

 

 

 

Mi chiamo Sonia.

 

Sono una ragazza di 27 anni, la mia professione è agente.  Ieri mattina ero in viaggio, per lavoro, e mi sono fermata in una paninoteca a prendere un cappuccino con una brioche, poi avendo ancora fame ho mangiato un panino caldo.

 

Non mi sembra di aver abusato del cibo, visto che avevo fame. Inoltre non ho preso caffè e neanche alcolici, come vino, birra, ecc. Non capisco perché di quel macigno che mi son trovata nello stomaco per tutta la giornata, con quel dolore diffuso che mi ha perseguitato, accompagnato da un certo bruciore, che da dietro lo sterno addirittura mi risaliva fino alla gola?

 

E come dare una spiegazione al meteorismo (gonfiore intestinale causato dall' eccesso di gas), alla sensazione di nausea di mezza mattina, ai crampi improvvisi, alla sonnolenza dopo i pasti che ti crea disagio durante il lavoro e che magari ti impedisce di gustare una serata al cinema, o altro di simile?

 

Che significato possono avere, pur avendo cenato senza stravizi, i risvegli notturni o per nausea, o per gli spasmi dolorosi che si placano solo se si mangia qualcosa, come: una mela, un biscotto, due gri­ssini?

 

 

 

 

Questi disturbi, in gran parte sono riconducibili a un unico e non dram­matico problema: lo svuo­tamento gastrico rallentato. In sostanza, lo stomaco non si contrae come dovrebbe e la digestione perciò diventa faticosa. 

 

Il tutto viene aggravato, spesso, da un intrappolamento di aria, gas, acido (se ne produce più del dovuto) nello stomaco stesso.

 

Sono proprio l'aria, il gas, l'acido in eccesso a dare, ogni tanto, il senso di "pienezza", o di gonfiore. Che, per certuni, comincia già a tavola.

 

Altre persone, invece, avvertono il fastidio a digestione iniziata. Sono reazioni individuali che possono avere diverse spiegazioni. Come differenti sono le ragioni di quell'insieme di disturbi digestivi che i medici definiscono con il termine di "dispepsia" (disturbi della digestione).

 

Diversi si chiedono se è conseguenza di una malattia. Solitamente no. Lo dimostra il fatto, che più di un terzo della popolazione adulta ne soffre, se non sempre, in ricorrenza a certi casi, mal di stomaco, anche se alla base non esiste una vera patologia organica.  Cioè sono veramente poche le persone che collegano il disturbo ad un'ulcera, gastrite, esofagite, colon irritabile, disturbi pancreatici, ecc.

 

Allora cerchiamo di capire assieme perché succede che lo stomaco; alle volte faccia capricci anche quando non è alterato da disturbi patologici.

Cause possibili possono essere molteplici e tra le quali:

 

a)  Scombinazione alimentare. Se non si combinano bene gli alimenti e non si segue la relativa successione di essi, accade che la digestione non sia più enzimatica ma ovviamente, diventa fermentativa  riportando, in certi casi, disturbi superiori a quelli prima menzionati.

 

b) Eccesso di cibo. Se riempiamo troppo lo stomaco, questo si trova a dover svolgere un superlavoro. È del tutto normale che accusi sensi di fatica, con relativo rallentamento della digestione. Lo stomaco deve affaticarsi eccessivamente per la secrezione dei succhi gastrici (tra i quali ne cito alcuni: acido cloridrico, pepsina, ecc.) che poi deve rimescolare e omogeneizzare con le sostanze ingerite, prima di potersene liberare riversandole nell'intestino. In questo caso i tempi di giacenza gastrica si allungano di molto, rallentando lo svuotamento stomacale, di conseguenza l'organismo subisce un eccessivo affaticamento. Ecco l'aumentare di peso, il gonfiore stomacale che a diverse donne infastidisce molto; la sonnolenza, causata dalla conseguente richiesta di calore (necessario per la digestione) generato da un  incremento di circolazione sanguinea, impoverisce  l'ossigenazio­ne cerebrale. I lunghi tempi gastrici, mag­giormente generano eruttazioni o rigurgiti, oppure bruciori e acidità stomacali.

 

c)  Altri componenti negativi che non consentono una buona digestione sono: i grassi saturi (animali e derivati) i quali generano effetti nocivi al corpo.

 

d)  Caffè, tè, alcolici, sigarette, ecc. sono sostanze tensioattive che direttamente o indirettamente generano mal di stomaco: qui è veramente un dramma convincere coloro che ne sono vittime ad avere un maggior autocontrollo per superare le assurde tentazioni. C'è chi pensa che l'obbligo a non fumare nei locali pubblici possa contenere l'uso del fumo! Può darsi, ma non è per niente affermabile, porta solo speranza ai non fumatori di dover respirare il fumo degli altri!

 

Anzi molti fumatori si consoleranno del divieto con qualche caffè in più o qualche liquorino, non ancora proibito, in attesa di fumarsi in pace la loro tanta desiderata sigaretta, magari con conseguente mal di stomaco.

 

Da come possiamo notare, il male di stomaco, spesso riduce la conse­guenza di un disagio intermittente, nel quale incidono molto i fattori emotivi più che patologici. Più si è calmi e ottimisti, prendendo la vita con filosofia, migliore e più agevole sarà la nostra digestione.

 

In un consistente numero di soggetti, la dispepsia si spiega con una patologia sottostante: può trattarsi di esofagite, o duodenite, ulcera, gastrite cronica. Per saperne di più bisogna andare da un medico e vedere con la gastroscopia (esame indispensabile per controllare lo stato della mucosa gastrica), che evidenzia eventuali malattie infiammatorie o ulcerative dell'apparato digestivo. Il reflusso esofageo (ritorno del cibo dallo stomaco alla faringe) è il più antipatico dei disturbi legati alla rallentata motilità dello stomaco. Esso si manifesta quando il materiale già elaborato ritorna su, refluendo nell'esofago (tubo che porta il cibo dalla faringe allo stomaco, attraverso contrazioni).

 

Il solo pensiero risulta sgr­adevole, come pure la sensazione che sp­esso si ac­compagna: nausea e bruciore. Se l'inconveniente è casuale non c’è da preoccupa­rsi, ma se invece si fa sentire spe­sso allora è essenziale ricercare la causa, che può anche essere banale. Se presa in tempo, non conviene aspettare che si tramuti in problema serio come l’esofagite cronica: uno scherzetto per niente divertente al quale non esistono soluzioni tanto brillanti.

 

Spe­sse volte le medicine  rappresentano un palliativo ...

 

Alle persone così una digestione faticosa è consigliabile mangiare poco, spesso, con calma, masticando bene e a lungo, in modo che l'alimento solido divenga poltiglia. Evitare di bere durante i pasti, sia la semplice acqua, che sostanze alcoliche (vino, birra, ecc.), bibite gassate, ecc. Se avete sete, è preferibile bere due ore prima, o due ore dopo il pasto. Eliminare totalmente le sostanze tensioattive (cioccolata, caffè, tè, fumo, ecc.) senza però la­sciarsi pre­ndere dalle fissazioni che renderebbero solamente, la vita agra, priva di colore.

 

Eliminate i cibi che solitamente vi fanno male. Combinare bene gli alimenti, tra di loro, ancor di più quando siete stanchi, tesi e nervosi. Il cappuccino non è combinato in sé stesso, ossia il latte non si combina bene con il caffè, anche se il latte riesce ad assorbire la caffeina, poi la consegna tutta al fegato con effetti non del tutto apprezzabili.

 

La brioche non è certo un alimento consigliato vista la sua composizione: farina, uova, burro, zucchero, lievito, ... Se poi a seguito di tutto questo ci aggiungiamo un panino magari con formaggio o affettato, ecc. le combinazioni vanno a "farsi friggere"! Certamente, non si potrà essere condizionati da tecniche d'igiene alimentare ma almeno cercate nel miglior modo possibile, di rispettare il vostro stato psicofisico di quel preciso momento. Come dicevo prima se il mal di testa deriva da un momento particolare del vostro vivere, cercate di contenervi nel mangiare, o addirittura digiunate finche non vi sentite bene; se invece il male si ripete, è da valutare il modo in cui vi alimentate ed il vostro stato di tensione.

 

Come alimentazione impegnatevi nel miglior modo possibile di seguire le combinazioni e le successioni alimentari, mentre per sopperire agli stati ansiosi cercate di co­ntenere o meglio ancora eliminare le sostanze tensioattive come prima detto. Dopo m­angiato, dedicate un po’ di tempo per farvi due passi, in un posto tra­nquillo, aiutando così, i processi  digestivi. ­Se invece il mal di stomaco (con riflessi di mal di testa) deriva da una patologia sottostante, va curata la patologia in questione.

 

Se il mal di stomaco è diffuso, e non giu­stificabile con alcuna patologia, ecco che, come dicevo prima, può essere causato da mille ragioni, ma in particolare da cattive abitudini comportamentali, da emotività eccessiva, da depressione palese o mascherata. Certamente il medico, analizzato il caso, proporrà un'idonea terapia, anche se non sempre risolverà il vero problema.

 

Spesse volte la medicina miracolosa, è "volersi più bene", convincersi o meglio ancora educarci ad una corretta alimentazione allentando le tensioni. Nella maggioranza dei casi, questo atteggiamento porta a star bene e rende più brevi ed efficaci le cure.

 

 

Nota: il nome utilizzato è puramente occasionale

 

 

 

 

 

Home