Centro Naturalista Italiano

 

PANAKEIA

 

Dialogo aperto

                                                                                                            Nota: il nome utilizzato è puramente occasionale

 

 

 

 


CI SONO TROPPI RIFIUTI

 

 

 

 

 

Mi chiamo Giacomo, è da anni che vedo i miei condominiali riempire il raccoglitore dei rifiuti urbani con un'infinità di tipi di scarti, dai non organici agli organici, e ciò non lo sopporto. Secondo me, gli ultimi potrebbero essere utilizzati diversamente: come, si potrebbe diminuire  la quantità contenendo gli sprechi razionalizzando, un pò meglio, gli acquisti.

 

 

 

 

 

 


Voi cosa ne pensate a riguardo? Alle volte ho la sensazione che il mio atteggiamento sia fuori dalla normalità. Forse sarà perché, già da piccolo avevo quel “senso del dovere” di non sprecare niente ma di utilizzare tutto nel miglior modo possibile.

 

Se volessimo fare qualcosa di utile per rendere più piacevole l'ambiente in cui viviamo, è proprio dal secchio delle nostre immondizie che dovremmo iniziare.

 

 

Quante volte siamo a casa e non sappiamo che cosa fare. Più di qualcuno si rifugia nel televisore senza sapere il perché lo accende, lo fa solo al fine di ammazzare il tempo; tempo che non riesce a far scorrere piacevolmente, in armonia con sé stesso e con l'ambiente che lo circonda; ecco che il televisore diviene un rifugio, per o fuggire alla solitudine.

 

Ma perché invece non vi soffermate a guardare la vostra tanto disprezzata pattumiera! Se gli avanzi del pranzo, le vecchie carte, le bottiglie vuote, i vasetti di ferro, il flacone vuoto dello shampoo se ne stanno tutti insieme a fare una bella puzza, allora è giunto il momento di farci un piccolo esame di coscienza.

 

 

 

 

 

 

 


Inutile che ci preoccupiamo tanto, di acquistare il detersivo biodegradabile o meglio ancora privo di fosfato, se poi ci si ferma solo a questo. Con un pò di volontà si potrebbe fare molto di più. Cominciando proprio da una maggiore attenzione ai nostri rifiuti.

 

Si potrebbe iniziare dalla spesa. Acquistiamo prodotti troppo confezionati, magari con

contenitori voluminosi. Se vado al supermercato ad acquistare delle carote e le trovo confezionate in un raccoglitore di polistirolo che devo gettare, prendiamo quelle sciolte!

 

Ultimamente anche l'olio si trova in bottiglie di plastica (pvc) magari definite riciclabili. Forse più di qualcuno è a conoscenza del fatto, che gli impianti atti al riciclaggio, tanto  decantati,  sono poco presenti in Italia, o se ci sono non sono sufficientemente efficienti. È  meglio acquistare prodotti in bottiglie di vetro, che si possono gettare nelle apposite campane raccoglitrici.

 

 

 

 

 


Come pure le lattine in alluminio e così via. Se nel vostro comune non è prevista la raccolta differenziata, informatevi, del perché, questo non ci sia!.

 

Tutt'ora,  in  più comuni, manca la raccolta per le scatole in banda stagnata, come, ad esem­pio, quelle del tonno, dei piselli, dei pelati, ecc. e pur essendo molto

inquinanti, non esiste ancora un sistema di raccolta “protetto”.

 

 

 

 

 

 


In certi sperduti paesetti di campagna esistono raccoglitori per il materiale plastico, per la raccolta degli olii usati in cucina, per il loro riciclo a fini combustibili o simili. È solo questione di volontà comunale e dei loro cittadini.

 

Inoltre, noi come cittadini, dovremmo impegnarci per utilizzare al meglio i nostri acquisti, e depositare i rifiuti negli appositi raccoglitori.

 

Tra i tutti manca anche il raccoglitore dei rifiuti organici (resti alimentari, escrementi organici, ecc.) che potrebbero essere utilizzati (dopo dovuto de compostaggio) come concimi nei campi con esiti senz'altro meno inquinanti dei derivati dalla chimica industriale senza dover così riempire le tanto odiate cave di ghiaia.

 

 

 

 

 

 


Ogni anno in Italia si producono circa 350 chili di rifiuti a persona. Considerando che più del 90 per cento non viene riciclato ma va a finire nelle discariche, spesso non regolamentari, con conseguente  inquinamento delle falde acquifere, è un bel peso!

 

È tempo che tutti assieme cerchiamo di ridurre al massimo la nostra quota di

immondizie contribuendo ad un ambiente più sano e pulito. Eliminare i prodotti "usa e getta" come piatti, forchette, bicchieri, rasoi, sacchetti di plastica, o comunque tutto ciò che potrebbe essere sostituito da oggetti riutilizzabili più volte, in questo modo daremmo un po' di sollievo  all'ambiente che invece è costretto a sopportarli per tutta la vita!

 

Una legge dell'ormai lontano 1988, affidava ai comuni il compito di interessarsene. Ma a tutt'ora non in tutti i comuni sono previsti degli appositi cassonetti per la raccolta differenziata.

 

Nel frattempo, occorre che i cittadini si muniscano di pazienza e buona volontà per affrontare con il proprio comune le dovute soluzioni onde risolvere la questione dei rifiuti che sta' generando disordine in più parti anche non tanto lontano dalla nostra abitazione.

 

 

 

 

 


Certamente è importante, iniziare la raccolta differenziata già dalla nostra cucina, magari munendoci di due sacchi di raccolta: uno destinato ai rifiuti organici, e uno per quel­li non organici.

 

Se a casa vostra o  qualche vostro conoscente ha un po’ di terreno dedicato ad orto o

giardino, è sufficiente scavare un po’ di terreno ricavandone una buca profonda non di più di 40 centimetri coprirla con un piano costruito con tavole di recupero sotto il quale depositete i sacchetti pieni di immondizie riciclabili.

 

 

 

 

 


Spesso, così non viene fatto perché si pensa che puzzi, ma non è affatto vero. Se su ogni strato di sacchetti disponete un po’ di terra o addirittura, la dove è possibile, cospargete un po’ di roccia di bentonite eviterete l'evaporazio­ne dell'azoto (che genera la cosiddetta "puzza").

 

Non mi soffermo a parlare della raccolta differenziata delle pile, dei medicinali e della carta perché ormai suppongo e spero che si trovi in tutti i comuni!

 

 

 

 

 

 


La pulizia in una casa  è  indice  di  igiene delle persone che in essa vivono come simbolo di educazione verso sé stessi e l'ambient­e. Inutile che protestiamo e poi non facciamo niente per contenere al massimo la produzione dei rifiuti di casa nostra!

 

In natura tutto viene riutilizzato e riciclato. Osserviamola ed impariamo da essa: non c'è

nessuna difficoltà, basta solo il volerlo fare!

 

 

 

 

 

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